cover blog M Alberini

venerdì 20 gennaio 2012

VISTO DA LEI - “L’Italia sul baratro come il Concordia”

Gentile Mariella Alberini,
ma quando ci decideremo a dire quello che pensiamo? Monti,  non si sa per quale ragione, ha accettato di far percorrere all'italia (il minuscolo è voluto), e agli italiani gli ultimi passi verso il baratro del default.. Ad oggi, 2 bilioni di € di debito pubblico, per chi non lo sa, 2 seguito da 12 zeri, 4 biliardi di vecchie lire, per chi non lo sa 4 seguito da 15 zeri. Per chi non lo sa, di questa cifra spropositata, lo stato non possiede più un €, tutto è stato speso......per cosa? Per mantenere questo maledetto carrozzone di lazzaroni corrotti. Ha presente i 235 miliardi di € / anno di evasione. Paradossalmente, meglio che non vadano allo Stato, si fagociterebbe anche quelli. Perché Mariella, diciamocelo, c'è ancora qualcuno che pensa  si possa diventare un personaggio politico, magari di primo piano, seguendo un percorso adamantino? "MA CI FACCIANO IL PIACERE" direbbe il grande Totò. Lei spreca vocaboli come "DISPIACE CHE...", DISPIACE UN C…, Mariella, siamo furibondi…

Carissima Signora,
 leggo con estremo piacere la Sua lettera aperta al ns. presidente (mi  scusi ma  preferisco usare la minuscola trattandosi di un ex prezzolato di Mosca  del quale, tra l' altro, gira sul WEB un video poco edificante del nostro  quando, da europarlamentare, speculava sui voli low cost a lui rimborsati dalla
 U.E. a  prezzo decuplicato e minacciava i cronisti tedeschi che gli rimproveravano  quel  comportamento che gravava ingiustamente anche sui contribuenti alemanni).  Finalmente si leva una Voce obiettiva, la Sua che, controcorrente, cita la  realta' contrariamente agli "stenterelli ... presidenziali che tiran  quattro  paghe per il lesso...", tanto per parafrasare un noto poeta. Magari ce ne  fossero molti come Lei. Ma no, tutti ad acclamare Napolitano integerrimo,  Napolitano Super Partes, Napolitano Deus Ex Machina. E i carri armati  sovietici a Praga? Proprio come ai tempi di Pertini quando si volle dimenticare che  codesto "grande presidente" nel 45 gridava "Giustizia Sommaria" quando,  iniquamente e contro gli accordi dell' Armistizio, comunisti e  social comunisti  decisero di condannare a morte senza processo Mussolini o quando, da  presidente, prevaricò  le sue prerogative togliendo abusivamente le  stellette  ai controllori di volo! Purtroppo l' Italia e' cosi' e, di conseguenza, ha il presidente e la  kasta  che si merita. Pensi quanto sono lontani i tempi di Muzio Scevola e di  Cincinnato.  Ancora grazie, comunque. Tanti complimenti ancora per la Sua schiettezza e  tanti auguri. Dal canto mio auspico che un giorno qualcuno scenda finalmente in piazza…

Gentile Mariella, ho letto la sua lettera aperta a Napolitano, che condivido nella sostanza ma non nella forma, ironica ma morbida, troppo morbida. Le scrivo, perciò 'per invitarLa ad insistere nella Sua critica, e se possibile non tralasciando mai che l'attuale inquilino del Colle e' l'autore di un golpe bianco, a cui solo l'insipienza dei nostri uomini politici (compresi, purtroppo, i radicali di Pannella) ha consentito di non essere accusato di impeachment in Parlamento. Comunque, il bluff Monti (il gauleiter della Merkel in Italia!) sta fallendo miseramente, le elezioni anticipate si avvicinano e con esse la resa dei conti del popolo italiano
con Napolitano ed i suoi sostenitori. La saluto con simpatia.

Complimenti vivissimi per la Sua lettera aperta al presidente pubblicata su Affari Italiani.
E' riuscita con non troppe righe a concentrare ciò che pensa veramente la gente.
Facciamola girare, organizziamo una sottoscrizione on line.

Complimenti signora,
Lei sta dando voce a chi non ha voce, speranza a chi la sta perdendo. Mi permetto di aggiungere a ciò che Lei ha detto che la kasta non è solo politica - Esiste la kasta dei dipendenti dei "Palazzi" del potere, dei dipendenti dello Stato e delle amministrazioni locali a qualsiasi livello e di qualsiasi amministrazione dello Stato. Sapesse quanti dipendenti delle amministrazioni pubbliche percepiscono "benefit" (gadget, telefonini, computer a prezzi stracciati, buoni mensa (che vanno regolarmente a spendere nei supermercati)) che noi comuni mortali nemmeno immaginiamo. Il naufragio della nave da crociera Costa, ha messo in evidenza l'egoismo delle persone che nella gente di mare non era ed è mai esistito - Il comandante di una nave lascia il bastimento sempre per ultimo, l'equipaggio di una nave si prodiga per i passeggeri, . . . . .ed invece - Questa è la dimostrazione, il sintomo di un malessere sociale, la mancanza del senso del proprio dovere nei confronti degli altri. Quando pubblicherà qualche altro Suo pensiero può porre in evidenza questo: i dirigenti delle Amministrazioni Pubbliche, a qualsiasi livello, non "debbono" percepire un euro maggiore della retribuzione annua del Capo dello Stato. Se a questi "signori" non conviene, se ne vadanoooooooo. E la smettesse la kasta di adeguare le proprie retribuzioni a quelle del primo presidente della corte di cassazione (a proposito ma perché questo servitore dello Stato deve percepire tanto?)


Gentile signora
complimenti per avere il coraggio di prendere posizione. le invio per sottolineare solo la sintonia quanto ho scritto al proposito…

Gentile Signora Alberini, finalmente una pagina di giornalismo serio. Più volte, in merito, ho inviato email a diversi giornali, sia come commento a notizie che come letterina vera e propria. Mai alcuna risposta. Finalmente vedo un articolo (letterina) seria, composta, veritiera, etc.
Non si capisce infatti dove siano le grandi riforme sino ad oggi sbandierate, se non negli annunciati salassi (conditi da buon terrorismo giornalistico con notizie tendenziose) che poi gran salassi non sono, ma comunque ingiusti e unidirezionali. Però dicono loro: ci hanno salvato dal baratro. Mah!...

Cara Mariella Alberini,
voglio complimentarmi per la lettera aperta a Napolitano.
Condivido totalmente quanto dice. Le liberalizzazioni sono una cortina fumogena per tenere occupati i media e gli imbecilli che credono che sono veramente indispensabili, (soprattutto quelle dei taxi); per inciso non sono tassista ma artista ex docente. Monti è Berlusconi all'ennesima potenza, col vantaggio dell'appoggio di un partito (il PD) che ingoia il rospo senza battere ciglio o fingere nemmeno di difendere i poveracci. Quando si ipotizzava un contributo per i redditi sopra i novanta mila a Berlusconi piangeva il cuore (forse anche per il suo portafoglio) ma non piange per i pensionati a cui ha tolto l'indicizzazione ed imposto il doppio prelievo del costo del conto corrente e del prelievo sullo stesso da parte dello Stato?.
Avrei molto da dire ed obiettare sulle ricadute sull'innalzamento dell'età pensionabile, se vorrà e potrà ascoltarmi. Spero si faccia promotrice di un movimento d'opinione.


Gent.ma Sig.ra Mariella Alberini, è difficile dissentire dalle sue opinioni espresse in modo così completo ed attinente alla realtà. La condizione di degrado del senso morale dei nostri rappresentanti è emblematica di un cancro ancora più grave dal quale siamo affetti: la presa di potere da parte del malaffare ed il disprezzo verso i sentimenti di onestà e probità di tanta parte ancora sana del popolo italiano. E' necessario che tutti coloro che sentono profondamente il senso dell'onestà e dello Stato, di qualunque credo politico, si raccolgano intorno ad una bandiera, e scaccino una volta per tutte i mercanti dal tempio. E' questo il compito la cui diffusione e sensibilizzazione è affidata a Voi giornalisti. Coraggio, rimboccatevi/cchiamoci le maniche e ridiamo dignità all'Italia. Grazie per il suo impegno e la sua franchezza….
Cara Alberini,
ho letto il suo articolo .....GRAZIE PER AVER DETTO LA VERITA' AL NAPOLETANO.

Signora Alberini, concordo con la Sua visione dell'Economia e della Politica. Soprattutto perché, ragionando assai semplicemente, se un colabrodo ha troppi buchi non vale aumentare il getto del rubinetto per riempirlo ma si devono tappare almeno un po’ di uscite. E’ lapalissiano, tranne che per i nostri politici ed amministratori della cosa pubblica. Complimenti comunque per i Suoi articoli, continui a sostenere questa linea che rispecchia IL VERO. Si deve dar voce alla verità anche se non si ha un gran potere per combattere le Kaste....prima o poi la verità deve vincere..... Sono un artigiano di 67 anni che lavora ancora, anche per passione e, sinceramente, non ho ancora capito a quale sirena devo dar retta…

Cara dott.ssa Alberini
Con la presente Le porgo i miei più sentiti complimenti per la perfetta analisi esposta con tanta chiarezza nella lettera in oggetto che condivido completamente…

Gentile Mariella Alberini
Condivido quanto da Lei scritto, in questo paese non c'è la volontà di cambiare, in nome del popolo si può sempre predicare bene e razzolare male, dire una cosa e farne però un'altra a proprio esclusivo piacere, senza comunque pagarne pegno…

Lettera aperta al Presidente della Repubblica Senatore Giorgio Napolitano. "La kasta Le è grata, signor Presidente"
Bravissima !


Cari amici,
pubblichiamo stralci delle lettere con il vostro plauso non per vanità anche se conforta il mio lavoro di giornalista indipendente che cerca e dice la verità. Lo pubblichiamo perché è una piccola dimostrazione di ciò che sentono e pensano gli Italiani. I quali non sanno come fare a ribellarsi a tanta iniquità. Alla lettera indignata del clan-consorti dei tassisti, posso solo rispondere di inviarla al Premier a Palazzo Chigi: solo lui potrebbe dare una risposta adeguata se lo volesse. Il voto si avvicina e siamo davanti a partiti, dei quali non abbiamo alcuna stima perché imposti dalle Kaste. Quindi non rappresentano l’ ancora democratica che vorremmo. A questo proposito, ringrazio per la fiducia quanti mi chiedono di creare un nuovo partito, al quale poter credere e mi promettono i loro voti, ma non mi sento di addentrarmi nella sporcizia del “girone” capitolino. Però la protesta dell’astensione non porta da nessuna parte: anzi rafforza i partiti votati anche in percentuale minima. Dunque speriamo che l’esercito degli astensionisti che non vogliono votare perché non riconoscono in alcun partito valore e dignità nei confronti del nostro Paese, si facciano un esame di coscienza  e ricomincino a votare per la compagine che ritengono rappresenti il male minore. La compagine che dovrà avere la capacità di pretendere e ottenere le riforme della nostra Costituzione indispensabili per rimettere in moto l’Italia. Un meraviglioso Paese avvilito dalla disonestà dei politici che, da 50 anni, fanno solo il loro privato interesse. So bene che abbiamo scritto e riscritto queste parole, ma la realtà è questa. E la sopracitata disonestà dei politici si è estesa a macchia d’olio anche perché aggrega sempre più individui che vivono sulle spalle della politica e quindi sulle nostre spalle. Il nostro è un naufragio come la Costa Concordia adagiata su un crinale da dove rischia di scivolare nel baratro. Un naufragio causato dall’incompetenza di un comandante irresponsabile, dotato solo di una buona dose di vigliaccheria. Una triste fotocopia dell’Italia guidata dalla nostra variopinta fauna politica. E’ questa la dura realtà.

giovedì 12 gennaio 2012

VISTO DA LEI - Lettera aperta al Presidente della Repubblica

Pubblicato su Affaritaliani.it il 12 gennaio 2012


Lettera aperta al Presidente della Repubblica
Senatore Giorgio Napolitano

Congratulazioni,  signor Presidente per il rinnovo del mandato che le verrà conferito a furor di Kasta. Ella appartiene alla Kasta da ormai oltre mezzo secolo avendo militato in un Partito forte ma sempre perdente, votato ad una ideologia che fatto la fine ben nota. La kasta le è grata, signor Presidente per avere reso disponibile con le nuove, tristi tasse una massa di denaro che ha aperto nuovi orizzonti per la demenziale spesa  pubblica.  E anche le banche Le sono riconoscenti per alcuni milioni di nuovi conti correnti imposti a coloro i quali hanno una pensione superiore di un centesimo ai mille euro. Ella è riuscito a trasformare il professor Monti in uno scolaretto ligio ai compiti da Lei assegnati. In particolare aumento delle entrate e nessun taglio alle spese se non con vaghe parole. Adesso aspettiamo la fase due. Si parla di stimolare l’iniziativa per il Lavoro. Ma Lei sa bene , signor Presidente, che il Lavoro non è un dono elargito da Dio o dai sindacati. E’ la risultanza di intelligenza, iniziativa, talento qualità in possesso degli Italiani. Le potranno esprimere? Lei sa che gli Italiani non sono grandi quando li si fa star bene: sono Grandi quando li si fa star male. E con queste premesse il terreno è stato preparato. Qualcuno comincerà a svegliarsi, a cercare di intraprendere iniziative di inventare lavori, di rendere economiche attività. All’inizio sarà notato dalla kasta che lo coccolerà, farà finta di aiutarlo fin quando avrà successo per poi strangolarlo con lacci e tangenti come ha sempre fatto: e sarà un cane che si morde la coda. Ella non ha istruito il professor Monti a procedere con il bisturi nel corpo della Spesa Pubblica. Quanto ci sarebbe da fare! Non si dovrebbe nemmeno suggerire dove intervenire perché tutto da riformare. Ma quali riforme? Non certo sono determinanti le liberalizzazioni dei taxi o degli orari dei negozi. La grande riforma è riscrivere in chiave democratica e lungimirante la nostra Costituzione di stampo sovietico.  Poi c’è il capitolo delle evasioni fiscali. E’ una storia che viene da lontano. Ricorda, signor Presidente quel triste periodo del 68 quando i cattivi maestri che militavano nell’area politica del suo ex partito scatenarono la guerra contro lo Stato irridendo e demolendo tutti quei principi di onestà, di patria, di famiglia tacciati come principi “borghesi” e “fascisti”. Quando si discettava del salario come “variabile indipendente” e  si scagliavano contro lo Stato borghese da demolire. E con le loro teorie partorirono falangi di terroristi che definirono “compagni che sbagliano”.  Furono distrutti tutti i comportamenti civili nei riguardi dello Stato e oggi si pretende che i cittadini di colpo rispettino quello Stato tanto combattuto. Il pagamento delle tasse è stato sostituito dal ricatto tangentizio della politica e dal “pizzo” della malavita organizzata che  politica e verrà esposto al ludibrio delle genti magari il gestore di un bar di periferia per non aver emessogli scontrini fiscali sui caffè della sua clientela fatta di spacciatori, magnaccia e puttane. A proposito di spacciatori: la grande massa di denaro generata dalla droga come viene riciclata? Non dalle nostre banche, o forse sì. Se sì, come mai la tracciabilità non è stata trovata? E se no, quali provvedimenti vengono presi. Sappiamo che in natura nulla si crea e nulla si distrugge: tutto si trasforma. E chi trasforma i proventi della droga e dello sfruttamento della prostituzione?  Sui tagli ai costi della politica, a cominciare della gestione faraonica del Suo Quirinale, non se ne parla quasi più: attendiamo fiduciosi. Nel Suo discorso di fine anno, esimio Presidente, Lei ha detto parole da buon padre di famiglia invitandoci tutti ad accettare i sacrifici, ad essere leali verso lo Stato, a comportarci onestamente. Tutte cose che noi borghesi e lavoratori conosciamo già. Tante grazie , signor  Presidente. 

www.vistodaleidimariellaalberini.blogspot.com                                                        


venerdì 6 gennaio 2012

VISTO DA LEI - “l’Italia in mille cocci”

Gent.ma Dr.ssa Mariella Alberini,
sono Consulente del Lavoro dal 1986 e, proprio in quel periodo, ho avuto modo di partecipare ad un incontro promosso dall'allora segretario cittadino del Partito Repubblicano ad Asti che ospitava nella splendida cornice di Palazzo Ottolenghi un componente del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, all'epoca nominato "in quota" a quel Partito. Ricordo lo shock dopo aver sentito  il racconto dettagliato di come il Governo Rumor, al tempo della crisi del Petrolio dei primi anni '70, essendo tutto il Parlamento preoccupato per il saldo dei conti pubblici al perdurare della crisi del petrolio (sfociata nel 1972 nei calessi a Roma, nella cd. "austerity", nel prezzo del greggio alle stelle, etc.), avesse posto al C.N.E.L. una semplice domanda: in quanto tempo l'Italia si potrà risollevare arrivando al pareggio di bilancio oggi non più possibile? La risposta venne data poche settimane dopo: i conti dello Stato si sarebbero potuti mettere a posto, con manovre di assoluto rigore, non prima di dieci anni dopo. Al ricevere quella risposta, i Governanti ed i Parlamentari in carica avrebbero a loro volta subito affermato: molto bene! Se in dieci anni si possono mettere a posto i conti dello Stato, "allora significa che NOI possiamo spendere" con l'intenzione di lasciare agli eletti e nominati di dieci anni dopo le gatte da pelare...
Ritengo sia assolutamente plausibile ragionare su una chiave di lettura di questo tipo per comprendere la nostra situazione interna: parrebbe proprio il risultato di decisioni scellerate del tipo di quella descritta. E, se così è, la stiamo pagando ancor oggi molto cara e salata. Di fatto si è trattato di "cartolarizzare" il debito pubblico nel 1972 con un i vari Bot, Cct e Bpt, i quali si sono  rivelati, invece, una "bomba a orologeria”. Senza acquirenti reali ne’ valori concreti di crescita cui agganciarla, con la finta scusa (in quei termini) della "spesa di Stato" per rilanciare l'economia. E il conto della storia "torna": con l'intermezzo della stagione dei "golpe", quella dei sequestri, quella delle stragi, quella del terrorismo fino a Moro/78, concluso (nella prima fase) con Curcio/80-81. Solo i Mondiali di Calcio del 1982 rappresentano l'ultima vittoria dell'Italia "vera". Poi il vaso si è rotto in mille cocci, dalla fine di Craxi a tangentopoli, alla discesa in campo di Berlusconi, allo sfascio progressivo degli ambienti politici canonici fino ad allora ben delimitati: e l'avvento della Lega e la sparizione degli estremismi e la nascita del "conformismo" dilagante che oggi è disaffezione al cento per cento nei confronti della politica di partito….
                                                               Lettera firmata, inviata via e-mail
Gentile lettore,
è interessante il suo dettagliato resoconto della famigerata politica anni 70. Ci duole constatare che l’inizio del 2012 è il prosieguo carico di problemi, nati allora, e mai affrontati in modo decente. E adesso la manovra “salva Italia” che non ha risolto nulla. Ci domandiamo con ansia cosa ancora ci crollerà sulla testa per colpa di una politica da cinquant’anni più truffaldina che incosciente. Ci domandiamo anche perché non trovare il modo di usare la vera forza della piazza: quella dei rivoltosi del Cairo, di Tunisi, di Damasco ecc. Avere paura significa fare il gioco degli ormai delinquenziali politici e accoliti che non mollano la nostra gola come fanno i doberman fino a quando la vittima è dissanguata. E noi siamo già dissanguati poiché i veri sacrifici li fa la gente comune mentre gli oligarchi della politica, invece di studiare il modo di migliorare  l’economia dello Stato, studiano cavilli per incrementare le loro future pensioni di diamante. Questa povera Italia è sempre stata, e lo è oggi ancora di più, a due velocità. Colori i quali godono di corsie preferenziali hanno inventato il welfare che è stato la sciagura maggiore per la nazione. Perché a fronte di sempre maggiori guadagni dei privilegiati è stata data l’elemosina attraverso pensioni, casse integrazione, sussidi, riqualificazioni ai più diseredati. Risultato: tutti sono scontenti e si ritrovano addosso un enorme debito da ripianare. E’ mancata e continua a mancare nei politici la qualità del “buon padre di famiglia” che, da sempre, è stato ritenuto l’elemento indispensabile per governare i propri simili. La fantasia italica ha inventato di tutto ed il contrario di tutto.  Esempio: in un certo periodo fu adottato il criterio dei cosiddetti “contributi figurativi” per gonfiare le pensioni quali gli anni di università, il servizio militare e altre provvidenze che penalizzavano chi invece lavorava e pagava i contributi. Di queste “chicche” se ne trovano a centinaia. La più grande è forse il cosiddetto Statuto dei Lavoratori che, da oltre quarant’anni, ha creato disoccupazione e fallimenti. Il tutto in nome di una tutela del lavoratore che in realtà non è esistita visto che lo statuto si applica alle grandi aziende ormai scomparse. E oggi non viene applicato per le piccole aziende, nostro tessuto industriale: con buona pace del fu ministro Giacomo Brodolini, socialista, padre di questo provvedimento da regime sovietico. Purtroppo non c’è limite al peggio.

domenica 18 dicembre 2011

VISTO DA LEI - La Terza Guerra Mondiale è per l’Euro


Cara Mariella Alberini,
molti si aspettavano che la terza guerra mondiale iniziasse sotto il frastuono delle bombe e dell’uso incrociato dell’atomica. Niente di tutto ciò. La terza guerra mondiale è iniziata in silenzio benché abbia seminato tante sofferenze e morte, soprattutto in Occidente e in Africa Settentrionale, per l’idea di gloria incominciata nel 1975, per il dominio dell’uomo sull’uomo. L’essere umano è sempre stato in guerra contro i suoi simili. Anche le varie Fedi hanno avuto le loro guerre per guadagnare consensi, andando a Sinistra o a Destra, secondo gli interessi del momento.  I Popoli più progrediti della Terra hanno trovato nella vera Democrazia le scelte per una Politica più saggia, impostata sul rispetto del popolo e dei suoi Diritti. In Italia, culla dei Santi, siamo distanti anni luce da tutto ciò. In questa guerra, che ha coinvolto tutto l’Occidente, la causa é proprio <l’Euro>, per osteggiare, sostituire la prima donna dei mercati valutari mondiali <il Dollaro Americano>. Giorno dopo giorno gli incantatori di Politica Internazionale, hanno portato avanti,  in tutti gli Stati dell’Unione Europea, il disegno di creare una moneta Comunitaria per far rifiorire l’Europa. Per rendere il progetto di più facile attuazione, gli ideatori hanno distribuito poltrone: Prodi alla Presidenza Europea, Monti al controllo del Business Etico e qualcun altro alla Banca Europea, con preghiera di non combinare guai, prerogativa in cui i  Politici italiani sono campioni. Gli Americani, padroni del mondo grazie ai disaccordi Europei, hanno fatto leva sulla diversità di Cultura tra i popoli della Ue per dividerli ulteriormente e  limitandosi a caratterizzarli con  Napoleone, Hitler, Stalin. La Germania e la Francia sono due Nazioni di formazione nazionalista, due galli che si contendono l’Europa inseguendo il sogno di trasformare la Comunità Europea in un loro feudo. Nel 1998 nasce l’intesa Europea per la creazione di una moneta unica che i Tedeschi avrebbero voluto chiamare “Marco” e i Francesi “Franco”. Il Governo Italiano, a prescindere dal nome, trovava l’occasione per livellare l’inflazione interna destinata a bilanciare parte del disavanzo Pubblico, da anni colpevolmente fuori controllo. Così si arrivò all’Euro. Gli Americani avevano già preparato un sistema per indebolirlo e nel 1981 lanciarono la Globalizzazione della quale, con le loro multinazionali mondiali, erano maestri. I Governi Europei accettarono di buon grado l’idea di una moneta unica, ad eccezione dell’Inghilterra che si giustificò in contrasto con il Commonwealth, mentre la Germania e la Francia si leccavano i baffi per l’avverarsi del loro progetto Imperiale. Le altre Nazioni Europee di secondo ordine, convinte di trovare nell’Euro un sistema di fratellanza allargata a tutti gli Stati dell’Unione, erano ignari che la Globalizzazione avrebbe portato le Nazioni all’indebitamento. E anche nell’impossibilità di fronteggiare la spietata concorrenza produttiva dell’Asia, influenzata dalla politica del dollaro. Gli Italiani non ebbero la facoltà di esprimersi con un Voto e il sistema Politico Italiano, definito Democratico, diede prova del Totalitarismo del Centrosinistra dei Ciampi, Prodi, D’Alema, Amato. Ed ecco il Paradiso: la Banca Centrale Europea, influenzata dalla Deustche Bank, concede prestiti ed elargizioni, per cui  Grecia, Spagna, Portogallo  e Italia, ecc., diventano vittime del gioco finanziario Germanico. L’Italia di oggi vive il medesimo problema gestito esclusivamente da una politica di assalto dove un Professore, piovuto dal mondo della Partitocrazia Bancaria, viene incoronato a guidare il Paese per imporre il risanamento dei Conti Pubblici in profondo rosso, creato da una Politica dissennata. Il Popolo Italiano, pacifico per natura, ha una storia che non può essere ridotta agli ultimi 150 anni con l’Istituzione dello Stato Unitario preso d’assalto da opportunisti. Esisteva  un’ Italia da molto prima, oggetto di stima in tutti i campi dell’ingegno umano, distrutto da una ammucchiata di Politici che hanno portato il paese alla rovina senza colpevoli e senza punizioni.
                                                                                      Lettera firmata, ricevuta via e-mail
Caro Antony,
di tutto ciò avevamo scritto nella rubrica dell’8 agosto “Il pericolo è la nuova colonizzazione”: basta cliccare su “Visto da lei” per rileggerlo. E adesso, scandalo negli scandali l’atteggiamento dei parlamentari che danno in escandescenze quando sentono parlare di riduzioni dei loro compensi e impazziscono al pensiero di pagare tasse o avere riduzioni di pensione. Quelle devono essere sostenuto soltanto da “pantalone”. Le immagini televisive delle facce contorte di un campionario disonorevole di maschi e femmine in Parlamento grida vendetta al cospetto di Dio. Sono d’accordo sull’iter politicamente perverso della nascita dell’euro. In particolare del cambio con la misera liretta che ci ha ridotto a mal partito. Siamo d’accordo sul fatto che gli Stati Uniti abbiano usato la bomba “globalizzazione” per combattere il polo europeo. Pochi o nessuno si è reso conto di ciò. Si è trattato di una sottile strategia degna di Napoleone che sotto la maschera dell’unificazione ha minato tutta l’economia europea. Un’economia che avrebbe dovuto essere difesa dall’allerta dei vari governi non all’altezza di prevedere e difendersi dall’offensiva subdola promossa dagli Stati Uniti. Oggi noi Italiani non possiamo più continuare a vivere nella totale ignoranza di quanto sopra. Dobbiamo ricordarci dell’eccellenza in tutti i campi dell’Italia Rinascimentale e smetter di prendere politici improvvisati dalla strada. Non si pretende siano all’altezza dei Medici, dei Gonzaga, degli Este ma che approdino alla Politica dopo aver dimostrato valore certo in vari campi, non ultimo la dignità personale. E vi arrivino non per lucro, ma per cercare di servire il Paese. Questo è possibile se vengono imposte regole ferree e limiti ai famosi emolumenti affinché diventino paghe normali con solo le indispensabili facilitazioni. Sembrerà una frase fuori moda, ma dovranno farlo per “amor di patria”. Dovranno viaggiare al minimo costo: perché non spostarsi in bicicletta o in motorino come i ministri del nord Europa? Perché non dimettersi al minimo scandalo sia pubblico che privato? Basta con la tolleranza italica nei confronti dei “vizietti” etero e transsessuali consumati a spese del popolo. Per fronteggiare la terza guerra mondiale per l’Euro serve un’altra Italia che non si lasci inchiappettare da Francia e Germania anche se, per il momento, è Koenigin Merkel a condurre le danze. Meno pericolosa la clownesca figura del signor Bruni Sarkozy, il quale presto diventerà un privato cittadino senza l’aureo futuro riservato ai Blair e ai Clinton. Allora perché non tirarci fuori dalla palude tiberina e risollevarci alle vertiginose altezze del nostro passato millenario? Risalire con un colpo di reni dalla gogna che ci ha ridicolizzato negli ultimi sessant’anni. Non è mai troppo tardi, ma non si può perdere neanche un secondo.      

VISTO DA LEI - Diciamo pure “governo ladro”: ha salvato le Kaste.

Pubblicato su Affaritaliani.it il 10 dicembre 2011


Gentile Mariella Alberini
perché tutti parlano dei costi della politica e nessuno osa dire dove si deve tagliare? Risulta che si tratti solo di tagliare stipendi, emolumenti, privilegi di  ministri, senatori, deputati. Tagliare qui sarebbe significativo, ma la cifra risparmiata, per quanto importante, non risolverebbe. Pensiamo che si tratti solo dell'inutile fardello delle Provincie: già un  taglio qui sarebbe consistente anche in termini quantitativi. I veri tagli sono altrove, ma non se ne vuole parlare, perché toccare lì dove  si dovrebbe è impopolare. L'INPS? L'IINPS è un carrozzone che si mangia cifre enormi per gestire i contributi onerosi che gravano su dipendenti e aziende: negli Usa dove tale gestione è privata (Assicurazioni) gestire tali somme non implica un costo superiore al 2%. Da noi una fetta enorme dei versamenti va a foraggiare il carrozzone. Se si mettesse mano a questo non sarebbero necessarie quelle dolorose scelte che il governo Monti si appresta a fare. Non era nato per questo il governo Monti, per arrivare là dove i partiti non sanno arrivare? Questa la riforma strutturale da fare: demolire questa nefanda costruzione che ci soffoca. Se si vuol veramente mettere mano ai "costi " della politica, Monti deve sporcarsi le mani e togliere il marcio con veri interventi STRUTTURALI. Altrimenti occorreranno finanziarie sempre più onerose...ammesso che ancora ci sia un futuro per l'Italia e non si sia già irrimediabilmente soffocata con le sue stesse mani..
Cara Mariella Alberini
mi scusi l' ardire poiché mi permetto di rispedirLe un messaggio da me ricevuto che in forma sinottica, anche se con un pizzico di volgarità, riepiloga la vera situazione i cui ci hanno messo gli "architetti" dell' Euro: I DISONOREVOLI Prodi, Monti, Napolitano e chi più ne ha più ne metta. Ne deriva che un trattamento pensionistico che nel 2002 poteva considerarsi discreto e che ora non è più, fra qualche anno diverrà da fame e questo senza tener conto degli aggravi fiscali che nel frattempo la cricca di cui sopra sta mettendo in cantiere. Qui, perbacco, bisogna spicciarsi a morire!!! Signora, Lei che ha i mezzi di farlo faccia pervenire a Napolitano, Monti, Prodi e a chi come loro si impingua con le ricche prebende sottratte al popolo di una Nazione in rovina a causa del loro operato questo allegato. Ne trarranno le soddisfazioni che meritano!

Cara Mariella Alberini
ASPETTANDO LA GUERRA COME ULTIMO BALUARDO DI SPERANZA
Sembrerebbe che la soluzione più attesa per riportare l’Ordine e il buon senso fra gli eletti al servizio dello Stato, sarebbe il ricorso alla Guerra, fra il Popolo Sovrano e l’intero corpo Politico e Giuridico, i quali con le infinite battaglie per occupare le poltrone, hanno indotto il Paese al fallimento totale. Qualcuno si chiederà perché si rende necessario arrivare alla guerra. E’ semplicissimo, questi Signori non si considerano servitori del Paese, ma bensì padroni di tutto ciò che li circonda, comprese le vite umane e il sudore dei lavoratori. Sulle esperienze dei fatti accaduti in Africa Settentrionale, dove si trattava di uno o tuttalpiù due Despota, il popolo ha dovuto cacciarli con le pietre per liberarsi. Da noi invece sono in migliaia che la fanno da padroni per tradizione e sarà molto più difficile liberarsi. A completare il rancio Nazionale, il nuovo Premier Monti, insediato per vie traverse, intende iniziare la Sua esperienza alla guida del Paese con il piede sinistro, e anziché scovare i ladri che hanno causato lo spaventoso Debito Pubblico, mantenendo i costi esorbitanti della Politica, intende iniziare con Decreti Legge portati a sopprimere ulteriormente i lavoratori, le famiglie, i Pensionati, gli Ammalati e i Giovani senza futuro. Le malefatte Politiche del passato non possono essere cancellate con la forza. Gli Italiani si augurano un netto cambiamento delle regole individuando i colpevoli e obbligandoli a restituire il maltolto. Illustrissimo Onorevole Mario Monti, con la serie di Decreti Legge già pronti all’avvio, gli Italiani si chiedono a che cosa servono il Parlamento, il Senato e tantissime Organizzazioni inutili al Paese? Eliminarle sarebbe un atto doveroso, oltre ad un sostanziale risparmio. Per offrire una migliore qualità della vita, per decenni il Paese è stato guidato da tradizioni impostate su Economie limitate ai Monopoli di Stato, imponendo prezzi politici su quasi tutti i prodotti di prima necessità, con finalità di creare un maggior numero di poltrone dove collocare i raccomandati. Concludo con l’ultimo paragrafo molto importante: innalzare l’IVA sarebbe un grave errore:  creerebbe un innalzamento a catena del costo della vita, martellando la nostra già scarsa competitività produttiva che verrebbe a pesare maggiormente sulla parte debole della Società. Ho molta paura che stiamo per saltare dalla padella direttamente sulla brace accesa, dove fra non molto ne usciremo abbrustoliti.
                                                                                        Lettere firmate, ricevute via e-mail
Cari lettori,
piove, “GOVERNO LADRO”. Mai detto popolare è stato più adeguato al momento. Ci voleva un professorone neo senatore a vita per propinarci una manovra carica di tasse per i cittadini. L’ha chiamata “Salva Italia” e l’ha definita equa. Non equa per la signora Maria che, operaia a 17 anni, per tutta la vita ha avuto il sogno di una casa propria. Ha lavorato anche 10 ore al giorno. Ha pagato tutto: dai contributi alle addizionali, alle una tantum e finalmente ha acceso un mutuo per comprarsi il suo miniappartamento. Ha pagato l’accensione del mutuo, il notaio, i balzelli bancari, le rate, l’estinzione del mutuo. Ha continuato a lavorare fino alla pensione sempre nell’ansia che l’azienda dove lavorava chiudesse i battenti. E’ arrivata alla pensione e a 75 anni le arriva la tegola dell’IMU e la non rivalutazione della misera pensione di mille euro. Lei sì ha diritto di piangere, non la Fornero. Oltre al rincaro delle bollette di gas, luce, telefono per il lievitare dell’IVA. Altri più furbi, che hanno lavorato da statali, vivono in appartamenti di Enti mutualistici con affitti irrisori e nessuna angoscia per l’IMU traendo ispirazione da vari politici noti e meno noti. E’ questo un esempio della tanto proclamata “equità” e chi non ci crede sbaglia perché lo ha detto Bruto e Bruto ( il preside Monti)  è un uomo d’onore. Uno Stato, che spende per il suo bilancio annuale la modica cifra di 700 miliardi di euro, non può stringere i freni per recuperare quella ventina di miliardi che rappresentano il 3% del bilancio.
Il Professore non ci ha detto perché non ha toccato il finanziamento ai Partiti (che gli Italiani hanno rifiutato con referendum), perché non ha  toccato il finanziamento ai Sindacati, il finanziamento agli 80.000 Enti inutili che rappresentano una palla al piede da forzati delle galere. E gli Ordini Professionali i cui tariffari sono rendite parassitarie, l’INPS che rappresenta la sentina di tutti gli inciuci dei Sindacati, le Province, sulle quali ha annunciato alcuni spiumaggi di qualche poltrona, le Autority, altri carrozzoni dove è stata ridotta qualche poltrona. E’ un esame che il nuovo governo avrà fatto, ma che gattopardescamente ha preferito lasciare le cose come stavano. NON SONO STATE TOCCATE LE PENSIONI D’ORO DEI GRANDS COMMIS DELLO STATO, delle quali almeno il 50% dovrebbe essere pagato in BUONI DEL TESORO infruttiferi decennali da tenere in portafoglio per due lustri. E le Kaste non toccate plaudono alla manovra del preside Senatore. SE CI FOSSERO STATI QUESTI TAGLI, LA MANOVRA NON AVREBBE AVUTO BISOGNO DI METTERE LE MANI IN TASCA AGLI ITALIANI. E’ davvero triste pensare che una manovra di una ventina di miliardi di tasse possa essere vista come la panacea che salva l’Italia e l’euro dalla catastrofe. In realtà serve a ben poco e per un periodo limitato dato che si profila all’orizzonte l’esplosione della bolla della Sanità. La quale rappresenta la più grande azienda esistente in Italia gestita da sempre con criteri politici e clientelari. Il precedente governo aveva previsto un taglio di 2,5 miliardi, ma l’attuale non l’ha confermato. A breve c’è anche l’aumento dell’IVA, una catastrofe per l’aumento dei prezzi al consumo.
Si deve ammettere che il neo Senatore a vita Monti ha un bel coraggio nell’aver agevolato le banche attraverso le garanzie dello Stato per le loro eventuali passività oltre all’afflusso di utili, derivati dalle operazioni oltre i mille euro. Quelle banche che ci hanno riempito di titoli tossici e oggi se la godono alla faccia nostra e dei nostri risparmi in caduta libera.


VISTO DA LEI - ICI subito, ma i tagli ai veri costi della politica quando?

Pubblicato su Affaritaliani.it 1i 3 dicembre 2011

Cara Mariella Alberini,
perché tutto rimanga come prima bisogna che tutto cambi. Hanno partorito il governo dei tecnici e apparentemente i vertici italiani sembrano molto soddisfatti. Per forza, sono tutti tecnici politicamente schierati in quota per ogni partito compreso il PD che alle ultime elezioni è stato sconfitto. Adesso, con ritardo,  hanno il nodo dei sottosegretari, fotocopia delle quote partitiche. Risultato: ICI subito e tagli ai vitalizi d’oro dal 1 gennaio, ma i veri tagli dei costi della politica  a quando…?
                                                                      Lettera firmata, ricevuta via e-mail
Caro Francesco,
l’operazione “nuovo governo” è stata fortemente voluta e condotta dal Presidente della Repubblica che, gattopardo ormai senza chioma, ha dimostrato di avere ancora gli artigli intatti. E’ riuscito a riportare al governo il suo partito d’origine allo sbando e strabattuto alle ultime elezioni. Un’operazione che è partita da lontano. Adesso abbiamo il cosiddetto governo dei “tecnici”. Ci sono due domande da porsi. La prima: tutti questi tecnici, dei quali la maggioranza proviene dalle file dei soloni universitari, come mai non si è accorta per tempo della bufera che si addensava sull’euro? Eppure la strategia usata dagli “speculatori” e dai “mercati” era molto semplice. Isolare, come fanno i leoni quando cacciano, gli stati più deboli e attaccarli. Come tutte le strategie semplici si è rivelata molto efficace. La seconda: viene da chiedersi come questa nuova pletora di tecnici verrà pagata e se per il futuro avranno benefici e meriti pensionistici aggiuntivi. Ma nessuno ci risponderà. Resta l’incognita più grave: quella di un’ Europa ancora più debole per non aver previsto nulla e quindi non essere ricorsa per tempo a misure cautelari.
Non siamo certo in buone mani. Il nuovo governo, per il momento, fa capire che imporrà nuovi balzelli e su tagli delle spese scivola nel vago rimandando sine die. Scandalo nello scandalo, ci viene proposto dalle televisioni che intervistano parlamentari ed ex parlamentari titolari di più pensioni. E’ il caso dell’on. Russo Spena che per giustificare le sue tre pensioni ha annunciato di devolvere al suo Partito il 55% degli emolumenti. Come se questa fosse una giustificazione. Per non parlare dell’ex Presidente del Consiglio ed ex ministro Giuliano Amato che ha cumulato pensioni per cifre astronomiche e si rammarica di non essere stato cooptato nel nuovo governo dove, secondo lui, avrebbe portato un bagaglio notevole di esperienze (ricordiamoci il prelievo notturno sui conti correnti degli Italiani, giustificato da un’esigenza improvvisa che lo statista non era stato in grado di prevedere).
Siamo preoccupati dalle ricorrenti voci di mancanza di liquidità da parte delle banche. Ciò significa che le famiglie italiane, tanto lodate come risparmiatrici, stanno iniziando a smettere di risparmiare. Senza il risparmio, la voragine del default  diventerà inimmaginabile.
NON SI RIESCE A CAPIRE COME QUESTO GOVERNO POSSA PENSARE DI ATTINGERE TANTO PESANTEMENTE DALLE TASCHE DEGLI ITALIANI SENZA ABBATTERE DAVVERO I COSTI DI UNA POLITICA DISSENNATA E COLPEVOLE. TUTTO CIO’ E’ VERGOGNOSO.

Seconda edizione 2011 Premio giornalistico Famiglia di Mariella Alberini

Pubblicato su Affaritaliani.it il 26 novembre 2011


Oggi,  al nuovo  Circolo della Stampa, cs Venezia 48, in seno al Premio Guido Vergani, Mariella Alberini ha consegnato il premio Famiglia di Mariella Alberini di mille euro,  riservato ai giovani cronisti sotto i 30 anni,  alla seconda edizione a Anna della Moretta con questa presentazione:
E’ insolito che una giornalista organizzi un Premio giornalistico a nome della sua famiglia, ma ho pensato che dopo la mia “dipartita” sarebbe stato difficile istituirlo. Così eccoci alla seconda edizione di questo premio per i giovani cronisti sotto i 30 anni in memoria della mia famiglia, della quale sono l’ultima discendente rimasta. Una famiglia borghese, dai ritmi regolari che si riuniva tutti i giorni a pranzo e cena  Tutto ciò fino ai rispettivi matrimoni delle mie sorelle più grandi di me. Rimasta sola con i miei genitori continuai la mia infanzia felice di bambina studiosa anzi secchiona,  consapevole del calore famigliare che mia madre sapeva coltivare nella a nostra casa in via Eustachi. Mia madre una piccola signora dagli occhi turchesi di sobria eleganza. Osservando la diversità di sentimenti che i figli di oggi nutrono verso i genitori, con questo premio ho voluto offrire anche una manifestazione di amore figliale e fraterno verso i miei famigliari e, in particolare  verso mia madre che ho adorato. Una mamma dolce e severa, affettuosa ma energica che mi ha inculcato l’importanza della dignità femminile. Una madre non immune da errori di valutazione per il mio futuro, ma sempre in buona fede e pensando di farmi del bene. Non l’ho mai ritenuta responsabile di nulla al contrario dei numerosissimi ingrati giovani di oggi che scaricano sulle spalle dei genitori ogni loro errore.  Ecco, adesso ai giovani giornalisti presenti in sala, vorrei  chiedere di includere nel loro lavoro questo aspetto della società attuale al fine di combatterlo, di scrivere di questa piaga vergognosa che affligge tante famiglie e tanti genitori privati dell’affetto figliale e abbandonati  in vecchiaia quando non sono più ritenuti utili o necessari.