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sabato 17 agosto 2013

VISTO DA LEI - Italia politicamente scorretta

Cara Mariella Alberini,
cosa ci dobbiamo aspettare alla fine delle brevi ferie degli Italiani dallo scenario politico che sta per aprirsi. Temo non vi saranno motivi per rasserenarsi nei confronti di una crisi economica che l’attuale Governo non vuole risanare. Come abbiamo constatato nel lavoro dei suoi primi quattro mesi, nessun radicale provvedimento è stato adottato per raddrizzare la baracca e adesso…?
Lettera firmata, ricevuta via e-mail  

Caro amico,
adesso, nell’Italia dalle centomila leggi e leggine, non può esistere che un clima politicamente scorretto come sempre è stato. Perché sono tutte partorite per coprire una corruzione spaventosamente radicata ed ormai inestirpabile a beneficio di quei venti milioni di italiani che vivono grazie a questo sistema creato ad hoc e protetto ferocemente dalla politica più infame del mondo.
Forse soltanto Cuba, Haiti e Uganda possono competere con l’Italia in fatto di corruzione. Per pavoneggiarci possiamo  dire che la nostra è quella più raffinata  perché il complesso di leggi che la proteggono è un delirio di spaventosa ingiustizia. Tutto fa capo alla gestione politica di qualsivoglia Ente culturale, economico, bancario, sanitario, industriale e i pochi gruppi industriali ancora privati stanno svendendo i gioielli di famiglia. E’ questo il panorama tristissimo che ci troveremo davanti all’inizio di settembre  e nessuno, ma proprio nessuno dell’Italia politicamente scorretta intende porvi rimedio. Un atteggiamento incomprensibile sotto tutti i punti di vista perché questa gestione politica non può che divorare anche se stessa. Dunque nessuna novità a parte la condanna definitiva del Cavaliere sperando di toglierlo di mezzo davvero.
Però riteniamo indispensabile pubblicare la verità sull'Economia italiana: tutti i dati che non potete non sapere di WSI, pubblicato il 10 agosto 2013, ore 07.00. Il quadro esatto di come sta il paese. Una "pagina della memoria economica", che fa da contraltare alla propaganda dei "poteri forti".
NEW YORK (WSI) - In questa pagina WSI pubblica in sintesi il quadro oggettivo dell'economia italiana, aggiornato con i più recenti dati statistici, macro-economici e di politica monetaria. Una "pagina della memoria economica", che fa da contraltare alla massiccia propaganda mediatica di lobby (stato, politici, banche) che hanno interesse a non raccontare la verità agli italiani e puntano anzi a manipolare il consenso con strategie che beneficiano soltanto i "poteri forti", strozzando i cittadini e le piccole imprese. Preghiamo i lettori di postare aggiornamenti e segnalazioni, corredate di fonte (autorevole) e link
- Debito pubblico: record a 2.074 miliardi, veleggiamo verso il 130% del Pil;
- Debito aggregato di Stato, famiglie, imprese e banche: 400% del Pil, circa 6mila miliardi;
- Pil: atteso un altro -2% quest’anno. Si aggiunge al -2,4 del 2012;
- Rapporto deficit/Pil: 2,9% nel 2013. Peggioramento ciclo economico Imu, Iva, Tares, Cassa integrazione in deroga lo portano ben oltre la soglia del 3%;
- Prestiti delle banche alle imprese: -5% su base annua nei mesi da marzo a maggio. In fumo 60 miliardi di prestiti solo nel 2012;
- Sofferenze bancarie: a maggio sono salite del 22,4% annuo a 135,5 miliardi;
- Base produttiva: eroso circa il 20% dall’inizio della crisi;
- Ricchezza: bruciati circa 12 punti di Pil dall’inizio della crisi. 200 miliardi circa;
- Entrate tributarie: a maggio -0,7 miliardi rispetto allo stesso mese di un anno fa (a 30,1 miliardi, -2,2%). Nei primi 5 mesi del 2013 il calo è dello 0,4% rispetto ai primi 5 mesi del 2012;
- Gettito Iva: -6,8% nei primi 5 mesi del 2013, un vero disastro;
- Potere d’acquisto delle famiglie: -94 miliardi dall’inizio della crisi, circa 4mila euro in meno per nucleo;
- Disoccupazione: sfondata quota 12,2%, dato peggiore dal 1977;
- Disoccupazione giovanile: oltre il 38%;
- Neet: 2,2 milioni nella fascia fino agli under 30, ragazzi che non studiano, non lavorano, non imparano un mestiere, totalmente inattivi;
- Precariato: contratti atipici per il 53% dei giovani (dato Ocse);
- Ammortizzatori: 80 miliardi erogati dall’Inps dall’inizio della crisi tra cassa integrazione e indennità di disoccupazione
- Crollo produzione industriale: -17,8% negli ultimi dieci anni

E allora cosa possiamo fare?  Una percentuale della parte migliore delle élite  italiane sta trasferendosi altrove per poter ricominciare a produrre liberamente nei Paesi dove certezza di diritto e di meritocrazia esistono da sempre. E gli altri? Si trovano davanti desolazione, arretratezza culturale e iniziative assurde come quella di impedire la ricerca su animali da laboratorio: così dovranno importarli dall’estero a prezzi assurdi. Tutto questo invece di porre mano alle riforme che consentirebbero, tagliando a un terzo i costi della politica e dello Stato, di risanare l’Italia in tre mesi e far ripartire produttività e iniziativa privata. Ma ciò è impossibile al Governo Letta perché i Parlamentari devono continuare ad essere circa 1000 invece dei 300  che basterebbero  per la piccola Italia e percepire stipendi e prebende vergognose. E gli altri 19 milioni e 900 mila italiani non possono rinunciare a continuare ad essere mantenuti dalla Stato burocratico a oltranza più in malafede del mondo.
m.alberini@iol.it   

giovedì 25 luglio 2013

VISTO DA LEI - "Governo latitante: andiamo in ferie"

Cara Mariella,
ormai ci tocca rimanere al palo estivo poiché fino a ottobre non ci saranno segnali di attività efficiente da parte di questo governo finora latitante sotto tutti i punti di vista. Non ci resta che trascorrere  l’estate affittando una roulotte, dato che non abbiamo più soldi. Lei ha notato qualche novità consolante all’orizzonte?
Lettera firmata, ricevuta via e-mail

Carissimo amico,
l’unica novità di piacevole visione è il Royal Baby fra le braccia della sua bellissima mamma Kate con accanto quel bravo (almeno lo speriamo) ragazzo William Windsor Mountbatten. Già, mi dirà lei, ma a noi italiani cosa ce ne viene? Nulla se non invidiare il senso della Comunità vigente in Inghilterra che giova sia allo status quo degli inglesi come alla loro economia sempre diligentemente gestita anche dopo Margaret Tatcher. Dato che siamo tutti in procinto di prenderci qualche giorno di riposo, mi permetto di dissertare su questa nazione che, a nostro avviso, eccelle nei riguardi di tutta l’Europa.
In Inghilterra, i ministri (è noto) vanno in Parlamento senza scorta e persino in bicicletta.  Se vengono pescati con l’amante (maschio o femmina), senza scampo, devono dimettersi in pochi giorni. I costi di Bukingham Palace sono un terzo dei costi del Quirinale e la Regina Elisabetta II, da sessant’anni, costituisce un esempio fulgido per la sua capacità di interpretare il suo ruolo con la massima dignità. La monarchia inglese rappresenta il Paese molto meglio di tanti Presidenti  eletti dal popolo. Ricordiamoci che i soldati inglesi sono andati a riprendersi le Falkland a 15000 chilometri  di distanza dalla loro  madrepatria. Certo è stata Margaret, la Grande che, implacabile, ha rinverdito il prestigio della nazione: come nella II guerra mondiale fece Winston Churchill.
Chi scrive pecca di simpatia per la verde Gran Bretagna dove esiste ancora cortesia, buona educazione e solidarietà sia fra i conterranei come verso gli stranieri in quel coacervo di razze che ha generato il famoso Melting Pot. Anche quello dovuto al sistema di integrazione ad hoc creata dai vari governi.
Londra rappresenta ormai il polo finanziario di tutta l’Europa e la meta dei giovani italiani che vogliono uscire dal pantano italico. Dispiace dover sempre constatare i nostri cronici difetti e limiti, ma questa è la realtà attuale. Mentre anche Visto da lei va in ferie e ricomincerà dal 16 agosto, di cuore, vi auguriamo un’estate  più serena possibile e cerchiamo di sperare in un autunno foriero di quelle riforme sempre promesse e mai mantenute.

m.alberini@iol.it  

lunedì 22 luglio 2013

VISTO DA LEI - "Il paravento della Costituzione"

Carissima Mariella,
una Costituzione squinternata, leggi ipergarantiste che finiscono col non garantire nessuno. Un'agenzia delle entrate che in dieci anni scopre 800 miliardi di € di evasione e ne recupera 60, sono più i costi del ricavato. Kaste che si permettono di ridicolizzare il fisco, la parte sana del nostro Paese letteralmente spolpata senza un briciolo di pietà. Categorie di persone che possono permettersi di sbeffeggiare le leggi vigenti, altre che marciscono in galera per reati ridicoli. Scrivere comandamenti come: "LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI",  in un contesto come quello odierno, è un oltraggio al pudore. Pensionati dopo 15 anni di lavoro, altri che devono campare due vite per poterselo permettere. Un Presidente della Repubblica sbeffeggiato da un Parlamento che tutto fa, tranne quello che gli è stato raccomandato di fare.
Politicanti mafiosi che nonostante una situazione disastrosa si permettono atteggiamenti che in altri Stati sarebbero inconcepibili. Promesse su promesse, regolarmente non mantenute, e un popolo che in fin dei conti si merita quello che ha. Un popolo di felloni che, quando hanno scopato l'uscio di casa, si sentono in pace con la coscienza, magari ridacchiando sulle disavventure altrui, sicuri che la carestia non li toccherà mai, pronti però poi a ricredersi ed a smoccolare contro tutto e contro tutti, quando invece le vacche magre toccano anche loro. Su tutto questo, il nostro amato Presidente, che in tutte le sue filippiche catoniane, non ha mai fatto un nome, non proprio, nemmeno generico e nemmeno per sbaglio. E papa Francesco? Lui sta cercando di cambiare una chiesa inguardabile, per ora senza risultati concreti. Forza Francesco metticela tutta! Ma attento, ricorda papa Luciani e copriti le spalle, stai lontano dai caffè, e dai ponti dei frati neri. Poveri noi che porcile…
 Lettera firmata, ricevuta via e-mail

Gentile affezionato lettore,
più che di un porcile parlerei di un giardino zoologico senza gabbie dove i Primati (scimmie) prevalgono con meno granus sapiens dei loro ascendenti. Vale a dire che all’epoca dei Primati vigevano regole molto più eque e intelligenti di quelle inesistenti attuali. Inoltre questi successori odierni sono così insipienti da non capire che il massacro da loro compiuto sull’Italia è già diventato un mastodontico boomerang che sta fracassando anche la loro testa.
In questa condizione da età paleolitica, dove non possono esistere neppure le regole tribali, una Democrazia forte, come sarebbe auspicabile, è assolutamente impossibile. Ci vorrebbe un Primate capobranco di indiscussa autorità che riportasse civilizzazione in questa giungla di furfanti, malversatori, ladri e spergiuri.
Ormai gli italiani sognano di tornare a tempi anteriori a questo spaventoso disastro sotto l’ala di un potere energico e sano. Ma dalle attuali sabbie mobili tiberine non si scappa poiché la tanto decantata Costituzione viene presa a pretesto per continuare nella folle corsa al precipizio.
Qualcuno potrà giudicare estreme le nostre esternazioni, purtroppo rispecchiano la triste realtà, alla quale, sempre secondo la Costituzione, nessuno ha il potere di porre rimedio.
Quale avvilimento, signor Presidente del Consiglio, constatare ogni giorno la sua impotenza ad attuare le solenni promesse di togliere le Province, di ridurre i parlamentari, di snellire la burocrazia, di eliminare i giganteschi sprechi della spesa statale.
Il suo paravento è la Costituzione che è diventata un incubo per gli Italiani e un’ancora di giustificazione  per il suo governo che non ha alcuna voglia di cambiare il disgustoso status quo.   
Gli Italiani ormai sognano molto meno Belen Rodriguez e molto più Giulio Cesare con le sue legioni, Napoleone con i suoi codici, Mussolini con le sue riforme uniche in Italia e perché no …tra poco… arriveranno anche al Fuehrer…
 m.alberini@iol.it 

lunedì 15 luglio 2013

VISTO DA LEI - "La piovra"

Cara Mariella,
nell’ultimo decennio si è concretizzato l’acme del disastro economico-social-politico italiano. Purtroppo, prima di questo decennio, la maggior parte degli Italiani non si è mai preoccupata di sorvegliare l’operato dei nostri famigerati politici. Ma, ormai da parecchi anni, la parte di  popolo sana, quella che non campa di burocrazia,  si è resa conto di quanto accade nei palazzi, e ha smesso di votare. Quale migliore ingiuria per dimostrare il loro sdegno? Nonostante ciò, il non voto è ancora improduttivo nei riguardi del gestione politica ed economica del Paese. I signori dei palazzi evidentemente ci prendono per scemi. Ma quanto pensano di poter continuare?....
lettera firmata, ricevuta via e-mail

Carissimo lettore,
in Italia ha preso piede un dogma incontrovertibile: il continuo aumento della spesa pubblica a beneficio proprio dell’enorme PIOVRA, la quale con il corpo ben piazzato su Roma, allunga i suoi tentacoli da nord a sud da est ad ovest dell’Italia.
Le speranze riposte in primavera in questo nuovo governo sono scomparse. Dal Ministro del Tesoro fino ai tutti i ministri che si occupano dell’ economia giungono segnali deprimenti di inabilità a gestire la catastrofe. Appare loro impossibile togliere del tutto l’Imu sulla prima casa e rinunciare all’aumento dell’IVA. Però non sembra loro sbagliato accennare al probabile aumento della spesa pubblica ecc. Diremmo un aumento per loro irrinunciabile. Certo in tal modo si continua ad ARRICCHIRE LA  PIOVRA  E A RIDURRE ULTERIORMENTE ALLA FAME gli Italiani produttivi. E come giudicare un Sindaco di Firenze che si reca, non si  sa a spese di chi, in visita al Capo del governo tedesco ed anche, a breve  progetta una visita anche al Presidente degli Stati Uniti?  
Ha ragione, caro lettore, quando afferma che ci prendono per scemi. Fino ad oggi, astinenza dal voto a parte, non abbiamo dato altri segni di ribellione. Certo non vogliamo arrivare  alla guerra civile che si sta svolgendo nei Paesi arabi. Ma tumultuose piazze in tutta Italia rigurgitanti di folle furiose contro lo status quo corrotto e degenerato di chi gestisce il potere  forse potrebbero provocare in po’ di strizza nel didietro di quei signori che scaldano le poltrone in Parlamento, in Senato e in tutti i punti nevralgici delle cariche dello Stato e del Parastato. Gli scettici affermano che ciò non accadrà mai perché gli Italiani non ne hanno il coraggio. Ma noi diciamo, attenzione amici e nemici,  Piazza Tahrir insegna.

m.alberini@iol.it 
































 Visto da lei di Mariella Alberini per Economiaitaliana.it 15.7.013

La piovra

Cara Mariella,
nell’ultimo decennio si è concretizzato l’acme del disastro economico-social-politico italiano. Purtroppo, prima di questo decennio, la maggior parte degli Italiani non si è mai preoccupata di sorvegliare l’operato dei nostri famigerati politici. Ma, ormai da parecchi anni, la parte di  popolo sana, quella che non campa di burocrazia,  si è resa conto di quanto accade nei palazzi, e ha smesso di votare. Quale migliore ingiuria per dimostrare il loro sdegno? Nonostante ciò, il non voto è ancora improduttivo nei riguardi del gestione politica ed economica del Paese. I signori dei palazzi evidentemente ci prendono per scemi. Ma quanto pensano di poter continuare?....
                                                         lettera firmata, ricevuta via e-mail
Carissimo lettore,
in Italia ha preso piede un dogma incontrovertibile: il continuo aumento della spesa pubblica a beneficio proprio dell’enorme PIOVRA, la quale con il corpo ben piazzato su Roma, allunga i suoi tentacoli da nord a sud da est ad ovest dell’Italia.
Le speranze riposte in primavera in questo nuovo governo sono scomparse. Dal Ministro del Tesoro fino ai tutti i ministri che si occupano dell’ economia giungono segnali deprimenti di inabilità a gestire la catastrofe. Appare loro impossibile togliere del tutto l’Imu sulla prima casa e rinunciare all’aumento dell’IVA. Però non sembra loro sbagliato accennare al probabile aumento della spesa pubblica ecc. Diremmo un aumento per loro irrinunciabile. Certo in tal modo si continua ad arricchire la PIOVRA  E A RIDURRE ULTERIORMENTE ALLA FAME gli Italiani produttivi. E come giudicare un Sindaco di Firenze che si reca, non si  sa a spese di chi, in visita al Capo del governo tedesco ed anche, a breve  progetta una visita anche al Presidente degli Stati Uniti?  
Ha ragione, caro lettore, quando afferma che ci prendono per scemi. Fino ad oggi, astinenza dal voto a parte, non abbiamo dato altri segni di ribellione. Certo non vogliamo arrivare  alla guerra civile che si sta svolgendo nei Paesi arabi. Ma tumultuose piazze in tutta Italia rigurgitanti di folle furiose contro lo status quo corrotto e degenerato di chi gestisce il potere  forse potrebbero provocare in po’ di strizza nel didietro di quei signori che scaldano le poltrone in Parlamento, in Senato e in tutti i punti nevralgici delle cariche dello Stato e del Parastato. Gli scettici affermano che ciò non accadrà mai perché gli Italiani non ne hanno il coraggio. Ma noi diciamo, attenzione amici e nemici,  Piazza Tahrir insegna.

                                                          m.alberini@iol.it









































































lunedì 8 luglio 2013

VISTO DA LEI - “Un’estate critica e sovente crudele”

Cara Mariella Alberini,
giudico questa stagione estiva molto critica sotto tutti i punti di vista. Il male minore è la situazione meteorologica perturbata. I soliti drammi estivi sono aggravati dalla povertà  in cui gli italiani stanno sprofondando. Altro problema minore è quello  di rinunciare alle vacanze mentre quello peggiore è lo status quo che peggiora di giorno in giorno  mentre il Governo va in vacanza (loro sì possono permetterselo…).
Lettera firmata, ricevuta via e-mail

Caro amico,
è vero questa è un’estate più difficile del solito. Non per Grillo, grande nuotatore, che sguazza abbronzatissimo e fotogenico nelle acque smeraldine di Mortorio. Non
per gli innumerevoli rappresentati di tutte le Kaste che raggiungeranno come al solito mete VIP al mare e ai monti. Ma per la maggior parte degli Italiani che rimarranno attaccati  al posto di lavoro se ce l’hanno o all’aria condizionata dei supermarket per trovare un po’ di refrigerio.
Il risveglio del mattino è condito dai telegiornali con le frasi ottimistiche del Presidente della Repubblica e dell’annuncio sistematico delle dismissioni del patrimonio pubblico ( al momento quasi invendibile) per far fronte alla catasta di debiti dello Stato. E si sventola subito dopo  l’impasse dei regolamenti, perizie, ricorsi che bloccano tutto. Così andiamo avanti, anzi indietro, da decenni
La vecchia area della Fiera di Milano, fautrice della ricchezza della città, si è trasformata in ulteriore ricchezza grazie  alla vendita dei suoi spazi trasformati in terreni fabbricabili. E’ sorta così una nuova cittadella residenziale di grande valore.
Se lo Stato vendesse i suoi opifici, caserme, capannoni e siti fatiscenti  dismessi e quant’altro, già corredati da permessi per demolire ed edificare, potrebbe trovare una miriade di compratori anche esteri interessati a pagare un prezzo di mercato. E risveglierebbe il settore dell’edilizia.

Possibile signori del giovane Governo che  non arriviate a pensarci? Possibile che si continui a vedere lo spettacolo decadente dei Beni Pubblici da decenni abbandonati?
Basta ripararsi dietro allo scandalo dell’invalicabilità della burocrazia e delle leggi obsolete.
E poi altra piaga annosa, particolarmente triste in estate ( ma anche d’inverno) da denunciare con sdegno, è l’abbandono sistematico dei genitori anziani da parte di figli sciagurati, crudeli se non criminali. I quali, dimentichi degli immensi privilegi ricevuti tramite il lavoro faticoso di tutta la vita, lasciano soli in povere case o addirittura negli ospedali padri e madri inermi e malati alla mercè di un’assistenza pubblica dove imperano gli scioperi e l’incuria.
m.alberini@iol.it                   

lunedì 1 luglio 2013

VISTO DA LEI - "Il massacro dell’Italia continua"


Cara Mariella,
fonti ufficiali affermano che, da un decennio a questa parte, si sono persi 500 miliardi di € per evasione fiscale, perdita nettamente sottostimata perché da valutazioni che vengono da ambienti non schierati, si ipotizzano, tra evasione ed elusione, tra i 150 e 200 miliardi di € l' ANNO. Se poi aggiungiamo gli sprechi della macchina dello stato, burocratica, cortomirante, corrotta ed imbecille, raggiungiamo cifre da far fatica a scriverle. In Regione e in Provincia, il personale frequentemente assunto per percorsi clientelari, non apre neppure le pratiche di competenza, timbra e va a fare la spesa per casa, se non un altro lavoro, è strapagato, ed anche quando sta in ufficio le uniche cose che girano sono i pollici. E non parliamo degli ambienti statali e delle stanze dei bottoni. Qualsiasi cosa lo Stato acquisti, viene pagata un patrimonio, quando non decidono di pagare, magari, 5 anni dopo. E abbiamo parlato solo delle questioni macroscopiche, che sono sotto gli occhi di tutti. Nonostante tutto questo, ci si chiede dove trovare i soldi, e viene considerata impresa TITANICA recuperare 10 miliardi di € per IVA e IMU. A proposito di TITANI, almeno a PROMETEO un'aquila mangiava il fegato, qui il fegato ce lo mangiamo solo noi. LORO invece, hanno il "problema" di dove organizzare il bunga_bunga e quello di scegliere il paradiso fiscale presso cui depositare i soldi rubati ai cittadini. In tempi in cui la gente è disperata fino al suicidio, i MANGIACAROGNE guardano dall'alto, masticando indolenti il boccone sanguinolento che hanno appena stappato alla vittima di turno.
Lettera firmata, ricevuta via e-mail

Gentile amico,
l’evasione fiscale deve essere assolutamente combattuta, ma non sono il milione e seicentomila controlli annunciati dal fisco che la potranno contrastare. Qui si tratta di lottare contro l’inamovibilità dell’omertà politica che si annida in tutto gli organi dello Stato e che lo stesso Governo nei fatti ammette di non poter scardinare. Siamo ridotti al lumicino della povertà, ma si continua a spendere e spandere cifre di centinaia di miliardi per uno Stato clientelare, inefficiente e ladro. Quanto citato da Angelo Panebianco nel Fondo del Corsera di sabato 29 giungo è sacrosanto. In breve, nessuno vuole porre mano al taglio drastico della spesa pubblica   più folle del mondo. Di Spending Review non si parla più. Tantomeno si riducono i pazzeschi budget di Regioni, Province, Ministeri per non parlare del folle e risibile numero di auto blu a disposizione di politici e politicanti disonesti.
Le insormontabili barricate poste dalla volontà politica di non rinunciare alla piramide burocratica innalzata per continuare ad ottenere quel 23% di voti con i quali il PD cerca di governare, si potrebbero abbattere con un decreto del Presidente della Repubblica che modifica parti della Costituzione: le sabbie mobili nelle quali l’Italia sta affondando.
Molti potrebbero definirlo un sogno irrealizzabile. E lo è infatti poiché nessuno dei componenti lo zoo della Kasta vuole cambiare questo sistema marcio e putrefatto.

E allora? Allora si vuole andare avanti così. Si vuole continuare ad aumentare il debito pubblico e far pagare al popolo, con un inevitabile rincaro delle tasse, le fantomatiche creazioni di posti di lavoro per i giovani e quant’altro.

Esiste il fondato timore che frange della nostra popolazione esasperata incominci a sparare: le armi non mancano.

Dispiace l’assenza di decisionismo e l’attendismo micidiale per la nazione di questo Governo che non si differenzia in alcun modo da tutti gli altri.

Dispiace la malafede di ciascun parlamentare che incassa cifre mensili da capogiro senza vergogna verso il “poverocristo” pensionato che vive con 400 euro al mese.
Dispiace il dilagare delle spese delle Regioni e l’inamovibilità delle Province.
Dispiace il proliferare delle assunzioni nei Comuni, soprattutto al sud, assunzioni del tutto politiche e improduttive. Ciò accade nelle Asl, negli ospedali, negli Enti pubblici ecc.
Dispiace che il menefreghismo di ciascun membro della Kasta politica e dei cosiddetti servitori dello Stato sia ormai diventata una sorta di filosofia demenziale che sta massacrando l’Italia.
m.alberini@iol.it

lunedì 24 giugno 2013

VISTO DA LEI - "L’estate italiana e l’abusivismo selvaggio"

Cara Mariella Alberini,
tutti i propositi di riforme piccole e grandi in elaborazione nel Governo di certo si arenano durante il periodo estivo e vacanziero. Intanto nessuno si preoccupa dell’Italia che puntualmente arde di incendi dolosi, di tratti di mare inquinati dall’abusivismo selvaggio dei villeggianti, della mancanza di sorveglianza e tutela del patrimonio culturale invaso da orde di turismo di massa.  Si aspettano le ferie estive come una salvezza, ma sovente diventano uno stress costosissimo disturbato dalle solite magagne mai  regolamentate da chi di dovere…
Lettera firmata, ricevuta via e-mail 

Carissimo lettore,
lungo le coste del Bel Paese sono stati emessi provvedimenti di demolizione di costruzioni abusive realizzate negli ultimi anni. Il primato spetta alle regioni della Campania e della Sicilia. Ma finora sono state demolite solo il 4% delle costruzioni incriminate e l’inadempienza si protrarrà all’infinito poiché esiste una serie di cavilli giuridici legalizzati che non permettono l’esecuzione di queste ordinanze. Tutto ciò comporta evasione dell’IMU, evasione di IRPEF, evasione della tassa d’acquisto del compratore e di un’infinità di altri furtarelli. Sappiamo bene che l’Italia arde in estate di fuochi per la maggior parte dolosi e non esiste una legislazione che punisca tali reati. Anni addietro si vociferava che fossero addirittura gli addetti temporanei, impiegati dalla Forestale, che li provocavano per avere il rinnovo del contratto. Questi incendi massacranti di intere aree  boschive sovente minacciano abitazioni e traffico automobilistico stradale e autostradale. Si dovrebbe porre una chiara legge che permetta alle Forze dell’Ordine di incriminare i piromani tante volte sorpresi sul fatto e mai puniti.  Altra piaga estiva lo scorrazzare di natanti a motore di tutte le stazze: dai motoscafi giganteschi, ai gommoni, alle famigerate motorette acquatiche che falciano bagnanti e subacquei con molta frequenza.
Non dimentichiamo il dolo di Comuni inefficienti nel far funzionare i depuratori che inquinano le acque prospicienti i loro territori. Acque di aspetto cristallino che provocano congiuntiviti, eritemi, infezioni della pelle ecc. E manca del tutto la sorveglianza sulle spiagge, sia nelle parti libere che a pagamento, dove non esiste un civile comportamento da parte dei villeggianti e dei turisti che urlano, alzano il volume dei dispositivi per musica all’aperto e non si peritano di infastidire i vicini con conversazioni a voce stentorea o giochi che vanno dal tamburello al pallone. Insomma l’agognata vacanza in spiaggia sovente diventa un purgatorio  illimitato.
L’estate dovrebbe  essere accuratamente tutelata sia nelle città d’arte che nella splendida natura marina e montana poiché è ancora l’unica fonte certa di reddito, oggi molto diminuito, per l’Italia affogata nella crisi.
m.alberini@iol.it