cover blog M Alberini

venerdì 24 febbraio 2012

VISTO DA LEI - “L’Italia è sempre in pericolo”

Gentile Mariella Alberini,
il nostro Futuro è  affidato alle cure di inesperti. Di conseguenza le tre piante che rappresentano la vita del Paese, si stanno inclinando molto peggio della Torre di Pisa, dove il capo pensa di attrarre molti turisti e finanziatori stranieri per salvare il bel giardino che per oltre cinquant’anni è stato dissanguato dalla presenza di malfattori politici che hanno dissipato le nostre fiorenti risorse. Purtroppo, l'Italia sta scivolando verso una recessione ordita da incapaci, sostenuti da incoscienti: chi per interesse e chi per profonda ignoranza. Il mondo esterno si è evoluto, persino gli Arabi hanno occupato il nostro Paese; e l’Italia è divenuta un grande canile con tanti ladri impuniti che si contendono l’osso, riuscendo a convincere un numero ragguardevole di cani a limitarsi ad abbaiare.  Intanto suonano le trombe per glorificarci delle prime informazioni mediatiche pubblicitarie, dove il Premier Mario Monti riceve grandi applausi dal Parlamento Europeo, ma non dagli Italiani, terribilmente incazzati da come la recente “dittatura” sta conducendo le azioni distruttive contro la Nazione. Fra le tante parole disseminate al vento dai giornalacci, a volte si riesce a captare il senso logico della realtà condivisa da quei pochi che non riescono a convincere le masse troppo distratte dal gioco del calcio, dalla Nave che sfida gli scogli, dalla povera ragazza stuprata dall’esercito italiano, da quel pazzo che getta il figlioletto di diciotto mesi nel fiume, dai Politici impuniti che rubano per conto dei Partiti, fornendo una sventagliata di distrazioni che ci allontanano dall’attualità Politica non più alla luce del sole, e sta catapultando l’Italia nel Terzo Mondo.   Le misure di Monti possono portarci alla recessione e piano piano arriveremo dove è arrivata la Grecia. Perché Monti dovrebbe tornare alle scuole elementari e studiare un'operazione fondamentale della aritmetica: la divisione. Il rapporto Debito/PIL è la divisione tra due grandezze: al numeratore c'è il Debito pubblico e al denominatore il PIL (Prodotto Interno Lordo). Monti vuole ridurre il numeratore (il Debito) imponendo nuove tasse, mentre il denominatore (PIL) si riduce di una quantità superiore, perché siamo in recessione e perché le maggiori tasse riducono i consumi della gente. In questo caso, il rapporto Debito/PIL crescerà; quindi Monti dovrà imporre nuove tasse per rientrare nei parametri dell'Unione Europea. Gli Stati Uniti sono diventati grandi e potenti con il concetto primario di rispetto per l’essere umano, senza distinzioni, e con la libertà di far girare i soldi perché creano movimento, lavoro, spesa, consumi e sostengono lo Stato…
                                                              
                         
                                                                                Lettera firmata, inviata e-mail
Gentile lettore,
la sua visione apocalittica del Governo Monti mi sembra eccessiva. Le misure intraprese realizzano quanto per anni non è stato possibile a causa del clima di odio instaurato dalle Sinistre. Se l’azione di Monti assomiglia a una dittatura, ben  venga in questo momento la dittatura per realizzare riforme che altri Paesi hanno in vigore da tempo.  I nostri sindacati dicono che l’articolo 18 è indice di civiltà e dimenticano che le stesse cose dicevano i sindacati dei minatori inglesi quando Margaret Tatcher cercava un accordo con loro. La loro scarsa preveggenza li portò ad auto seppellirsi. Speriamo che Monti tramite il ministro Fornero realizzi una riforma del Lavoro anche senza l’accordo dei sindacati: Marchionne insegna. Se realizzasse davvero quanto sopra, soltanto in questo modo si potrebbe definire bonificatore della situazione. Se vogliamo paragonare questo stuolo di professori a dei  medici generici, ci renderemmo conto che costoro non hanno alcuna pratica del buon bisturi.  In realtà si continua a eludere il nocciolo dei veri problemi dimostrando poca capacità di risolverli in profondità, ma ci si limita a operazioni di superficiale restyling. Le sue parole, caro lettore, rispecchiano lo stato d’animo di quella parte di Italiani che non intendono più votare per alcun partito poiché 60 anni di delusioni hanno largamente colmato la misura. E, a questo punto,  appare normale arrivare a conclusioni estreme. Ma anche l’eccesso di pessimismo non giova poiché l’unica strada da percorrere è quella che va avanti. Certo, non è detto che con i sanguinosi sacrifici imposti, si possa dichiarare L’Italia fuori pericolo.
Auguriamoci che il Governo Monti non cerchi di perseguire troppe riforme, ma sarebbe già molto se si limitasse  alle cinque più importanti: riforma del LAVORO,  riforma  della GIUSTIZIA,  riforma  della PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, RIFORMA dell’ISTRUZIONE e soprattutto quella dei COSTI DELLA POLITICA. A proposito dell’Istruzione, ci chiediamo quale sia il numero effettivo dei docenti universitari. Da varie fonti sembra che assommino a circa 100.000. Se si tratta di un numero  reale, è assolutamente eccessivo e fuori logica anche perché sono state inventate facoltà cervellotiche frequentate da pochissimi allievi. Non sarebbe il caso, Professor Monti, di controllare anche questo?





venerdì 17 febbraio 2012

VISTO DA LEI - “Pericolo guerra! Israele contro Iran”

Cara Mariella Alberini,
vorrei conoscere la sua opinione sulla possibile incursione bellica israeliana contro i siti atomici iraniani, prevista per la primavera. Un’eventualità preoccupante: ci manca solo questo. Quali potranno essere le conseguenze per l’Occidente e in particolare per l’Italia?
                                                              Lettera firmata, ricevuta via e-mail 
Gentile lettrice,
esiste il precedente dell’assassinio dello scienziato nucleare Mostafa Ahmadi-Roshan, ucciso insieme ad altre due persone  pochi giorni fa con una bomba mentre si trovava nella sua auto per le strade di Teheran. L’ayatollah Khamenei ha quindi ribadito che il controverso programma nucleare iraniano andrà avanti, perché "non dipende da una sola persona". Altri  cinque scienziati nucleari iraniani erano stati uccisi nello stesso modo e pare che il mandante sia il Mossad, il servizio segreto israeliano che ha finanziato, addestrato e armato un gruppo dissidente iraniano, i Mujaheddin del Popolo o Mek. I quali hanno materialmente eseguito le uccisioni: lo confidano funzionari americani, confermando così di fatto le accuse sollevate da Teheran. E’ evidente comunque che i Servizi Segreti Iraniani (Vevak) non sono in grado di prevenire questi attentati. Innanzitutto è necessario chiarire cosa sia il Mek: un movimento nato a metà degli anni ’60, basato sulla religione islamica, l’antiamericanismo e influenzato in parte dal marxismo. Ha organizzato diversi attentati contro lo Scià rovesciato con la rivoluzione del 1979. Dunque non si tratta di un movimento filo-occidentale, almeno ai suoi inizi. Poco dopo la rivoluzione islamica, il Mek ruppe con il governo dell’ayatollah Khomeini, e cominciò una lotta armata contro di esso. Guidato dalla coppia Massud e Maryam Rajavi, il Mek oggi può contare su circa 3.400 membri, che vivono a Camp Ashraf, in Iraq, a nord di Baghdad, territorio a loro ostile, ma nel quale possono sopravvivere in quanto tutelati da un accordo con l’Onu. Gli attacchi contro gli scienziati iraniani si inserirebbero, quindi, all’interno della lotta del Mek contro l’Iran. E il coinvolgimento di servizi segreti stranieri spiegherebbe l’alto grado di organizzazione e competenze tecniche con cui gli attentati sono stati eseguiti. La fonte principale che ha collegato il Mek, gli attentati e i servizi segreti israeliani è Mohammad Javad Larijani, un collaboratore della guida suprema politica e spirituale dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei. Quest’ultimo particolare fa dubitare notevolmente della veridicità delle confessioni dell’arrestato, ma la Nbc afferma di aver avuto conferma del ruolo del Mek e dei servizi segreti israeliani proprio da “due importanti funzionari statunitensi”, rimasti anonimi.
La tesi della Nbc è ritenuta plausibile anche da Ronen Bergman, israeliano esperto di questioni iraniane, autore del libro ‘La guerra segreta di Israele con l’Iran’.
Di certo, si parla ormai da mesi della possibilità che Israele decida di attaccare l’Iran, e già nel 1981, quando l’Iraq stava terminando la costruzione del suo primo reattore nucleare, l’aviazione israeliana lo distrusse con un attacco mirato.
 A questo punto, non è improbabile che Israele attacchi i siti nucleari iraniani e le conseguenze per l’Occidente potrebbero essere pesanti. In particolare per le forniture di petrolio che prenderebbero la via della Cina. Russia e Cina potrebbero insorgere per la rottura degli equilibri in Medio Oriente e tutto ciò potrebbe dare inizio a un’escalation militare, della quale non si possono conoscere gli esiti. Riguardo all’Italia, come minimo ci sarebbe una crisi nelle forniture petrolifere con relativi prezzi alle stelle e conseguenti ripercussioni finanziarie a cominciare da Wall Street. Di certo si sa che il Presidente Obama è contrario a simile eventualità bellica nel mezzo della sua campagna presidenziale, ma dovrà fare i conti con il suo staff di consiglieri di estrazione israelita.
Durante una recente intervista, pubblicata su Affaitaliani, l’ex Ministro (durante 26 anni) del petrolio saudita, lo Sceicco Zaki Yamani, mi disse: “Un attacco contro l’Iran potrebbe avere conseguenze sconvolgenti per l’intero scacchiere internazionale.”


venerdì 10 febbraio 2012

VISTO DA LEI - “Emergenza neve: calamità da sfruttare”

Cara Mariella Alberini
Il grande inverno italiano è causa di “stato di calamità”, per il quale chiudono scuole, uffici governativi e il traffico stradale va in tilt perché ci si ostina ad usare le auto in condizioni meteorologiche avverse. Il tutto è a dir poco ridicolo e penalizza ancor più la nazione già abbastanza sputtanata dai vari capitan Schettino e dintorni. Come è possibile che 30 cm. di neve a febbraio blocchino l’Italia…?

Gentile dott.ssa Alberini,
mi sorprende di non aver visto richiedere a gran voce le dimissioni del presidente Rutelli. Senza entrare nel merito della mancanza di controlli, dell'incapacità di saper operare le abituali verifiche  cui ogni amministratore é tenuto, IL PRESIDENTE HA COMUNQUE UNA RESPONSABILITA' OGGETTIVA E DEVE DIMETTERSI. Come potrà qualunque cittadino interessato a perseguire le idee di quella parte politica fidarsi d'ora in poi? Le dimissioni qui hanno una doppia valenza: pagare lo sbaglio commesso e le verifiche non effettuate sull'operativitá di un collaboratore in posizione delicata, oltre a sgombrare la strada per chi (ammesso che ci sia) voglia ancora dare fiducia a quel partito!
                                                              Lettere firmate, ricevute via e-mail
Cari lettori,
ormai i media dominano lo stato d’animo dei cittadini enfatizzando notizie che non andrebbero pubblicate in termini di calamità. In tal modo continuiamo a fare la figura dei babbei che si fanno terrorizzare da qualche nevicata: fenomeno meteorologico normale anche nell’inverno italico. Il fatto che Roma vada in tilt è  un’ulteriore assurda realtà: ma nella capitale anche la pioggia provoca problematiche  nel traffico e nello stato d’animo dei suoi abitanti abituati al sole splendente sui colli. In realtà bisogna ammettere che centinaia di milioni di euro vanno in fumo per le più disparate inutilità mentre non ci si attrezza tramite gli enti preposti a normali eventualità meteorologiche. Per favore, almeno nella Capitale, smettiamo di chiudere uffici pubblici, scuole e bloccare mezzi di comunicazione strombazzando queste notizie fino ai Paesi Baltici dove facciamo ridere chi ha l’abitudine di affrontare ben altri disagi. I nostri genitori dopo averci fornito un paio di scarpe con la para e un cappotto, ci mandavano a scuola a compiere il nostro dovere con la neve ( in quegli anni gli inverni erano rigidi per vari mesi con abbondanti nevicate) e noi non ci siamo mai sentiti vittime di alcunché. Anche da situazioni di maltempo si riconosce la tendenza a favorire mancanza di spina dorsale nelle nuove generazioni. La meteorologia, che ha fatto tanti progressi come scienza, ha anche il merito di fornire alle Kaste la richiesta di stato di calamità per assorbire risorse finanziarie che non si sa dove vadano a finire ( o forse si sa?)
Riguardo alle vicende della Margherita, partito floreale dai petali cadenti, colpisce la recita televisiva del suo Presidente offeso, scandalizzato e ignaro (a suo dire) per quanto accaduto all’interno del suo partito. Adesso si scopre che da quattro anni i bilanci “floreali” sono taroccati. Questa volta nessuno dice, come sempre è accaduto per il Berlusca, che Rutelli non poteva non sapere. Del resto la sua difesa televisiva a Otto e mezzo richiama l’antica massima latina: excusatio non petita…  

venerdì 3 febbraio 2012

VISTO DA LEI - “Show-blitz anti evasione e tesorieri lestofanti”

Gentile Mariella Alberini,
il cosiddetto governo tecnico, che ha sollecitato il plauso dei suoi sostenitori tramite presenzialismo televisivo, continua questa fase promuovendo   show-blitz anti evasione  nelle  località e nei ritrovi (ristoranti, discoteche, bar ecc.) frequentati da cosiddetti vip. Come vede queste iniziative estemporanee?

Cara Mariella Alberini
in Danimarca e in Norvegia i dipendenti pubblici incluso i Ministri, vanno al lavoro in bicicletta a contatto diretto con i cittadini, e l’età di servizio dei Ministri non supera i cinquantacinque anni, esattamente come in Italia che muoiono sulle poltrone dello Stato, con le Onoranze funebri pagate dai lavoratori, dai pensionati, dagli ammalati. L’uomo non è per nulla ad immagine e somiglianza di Dio e molti Politici nel nostro Paese non sono neppure ad immagine del Demonio...                 
                                                                                         Lettere ricevute, inviate via e-mail

Gentili lettori,
la lotta all’evasione attraverso questi show incomincia male. Non c’è nulla di organico nel fare blitz sporadici attraverso la Guardia di Finanza in luoghi dove, è noto, corre il denaro. PREOCCUPA IL FATTO CHE IL GOVERNO NON ABBIA ANNUNCIATO UN SERIO PIANO CONTRO L’EVASIONE. Certo, in qualche discoteca troverà immigrati clandestini che lavorano in nero. Fino a quando si permetterà l’ingresso  libero e incontrollato in Italia, il clandestino dovrà pur sopravvivere e se non trova un lavoro in nero andrà ad aumentare le schiere della criminalità organizzata. Comunque il lavoro sommerso alimenta l’Italia fin dagli anni Settanta ed è stata la risposta della libera iniziativa al diktat imposto da governi e dai sindacati sulla gestione del lavoro.  PREOCCUPA inoltre il fatto che non si parla da nessuna parte di perseguire il fiume di denaro che le attività illecite come droga, prostituzione ecc. genera. Appare assurdo assistere alla ricerca degli evasori che  producono ricchezza con le loro iniziative imprenditoriali: mentre, tutte le Kaste e sotto Kaste dell’apparato statale, parassitarie come è noto, passano per corretti cittadini che pagano le tasse: tasse pagate dallo Stato. E’ di ieri la lieta notizia della diminuzione di 1.300 euro lordi mensili sulle indennità dei parlamentari. Bene, ma si tratta di polvere negli occhi dei diseredati poiché l’intero apparato parlamentare deve essere dimezzato se questo governo vuole davvero ottenere credibilità agli occhi degli Italiani. I quali sono arrivati allo zenit dell’esasperazione e non sono più in grado di sopportare il Parlamento più numeroso, costoso e ignavo del mondo.   
Riceviamo di continuo, purtroppo, lettere disperate di lettori intrappolati in casi giudiziari dove gli innocenti invece di ricevere giustizia vengono condannati a pagare per errore, incuria o distrazione  da parte dei giudici. Il Guardasigilli Paola Severino ha riconosciuto il FALLIMENTO dell’APPARATO  GIUDIZIARIO, ma i suoi componenti dovevano restare INTOCCABILI. Per fortuna, alla Camera è passato l’emendamento Lega e Pdl, per il quale il giudicato potrà citare direttamente il magistrato che lo giudica e gli Italiani si aspettano che passi anche al Senato. Restano però INTOCCABILI I TESORIERI DEI PARTITI che rubano a man bassa su rimborsi elettorali, dei quali si perdono le tracce. Sempre disgustoso è constatare la supponente faccia di bronzo dei capi di partito, ai quali posizioni di potere e prebende da capogiro hanno tolto il senso della misura e del pudore.
Abissale contrasto con la modestia e l’umiltà  dei governanti del nord: per andare in Parlamento si spostano in bicicletta. Il divario è evidente nella figura dei nostri Presidenti della Repubblica, tra i quali c’è stata una recente dipartita. Eccetto Luigi Einaudi, il quale era di indiscutibile statura internazionale, tutti gli altri sono stati politicanti o burocrati, mantenuti sontuosamente a vita da noi gente comune. Nessuno di loro ha brillato per iniziative geniali. Ma tutti si sono distinti come plumbei notai dell’ormai obsoleto sistema Italia: anzi, sovente, manipolatori dello stesso.



giovedì 26 gennaio 2012

VISTO DA LEI - “Le Kaste non sottovalutino i pacchi bomba di protesta”


Cara Mariella,
la prima vendita all'incanto é andata deserta:

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[cliccare sopra per visualizzare l'immagine]


Gentile Mariella,
leggo spesso i Suoi articoli su "Affari Italiani.it" e mi trovo sempre d'accordo con le Sue osservazioni. Vorrei, perciò, condividere con Lei alcune riflessioni che scaturiscono dalla situazione attuale. In una democrazia, ci hanno sempre insegnato, è sovrano il popolo, la nostra stessa Costituzione lo afferma e lo ribadisce. Ma Lei è del parere che sia ancora così? Oppure, in nome dell'emergenza, si può sospendere questa sovranità e delegarla ad altri, magari agli interessi finanziari? Le pongo queste domande poiché, come anche Lei sa, in questo momento, tanti sono i moti di protesta che mettono in ginocchio l'Italia, ma non risulta che vi sia particolare attenzione da parte del Governo, anzi una spasmodica volontà di andare avanti, costi quel che costi. Le pare ammissibile, ad esempio, che alla gravissima situazione siciliana, si possa rispondere procrastinando a mercoledì (forse...) un incontro tra il Presidente del Consiglio e il Governatore della Regione che, invece, dovrebbe essere una priorità immediata? Si tratta, peraltro, di una protesta più che giustificata, viste le condizione di vita che ormai non possono più essere sostenute da una popolazione ridotta allo stremo - e mi riferisco a tasse ed aumenti esorbitanti che ricadono sempre, non su tutti gli italiani, come dovrebbe essere, ma solo sui cosiddetti "soliti noti" e sui gradini più deboli della società, sia al Nord che al Sud -. Questo rimandare l'incontro da parte del Governo viene vissuto dall'opinione pubblica come l'ennesima prova del suo disinteresse nei confronti del popolo che legittimamente e pacificamente esprime il suo dissenso e la sua disperazione. Il Presidente Monti -così fortemente caldeggiato da Napolitano - che sfacciatamente proclama di non sentirsi per niente disperato, quando invece dovrebbe esserlo eccome, finisce per assumere agli occhi del cittadino comune il ruolo di odioso protettore della casta e degli interessi della finanza, contro la sovranità popolare. E' inutile che il Governo continui a ribadire che servono sacrifici, che il momento è grave... quando "equità" non è un vocabolo del "politichese" (e nemmeno del "tecnocratese", a quanto pare), quando si colpiscono i benzinai ma non le compagnie petrolifere, le classi lavoratrici e non gli speculatori dell'alta finanza, quando si permette a certi amministratori delegati di trasferire all'estero industrie storiche italiane, in nome del profitto, lasciando i lavoratori sul lastrico; quando, dimenticandosi della volontà espressa dal popolo in referendum appena conclusi - e costati milioni di euro dei contribuenti -, si torna a discutere di privatizzare l'acqua, (forse per favorire qualcuno?...); quando con finanziarie-capestro non si dà risposta al bisogno di lavoro e crescita, ma si continua a coprire i buchi creati da una classe  mina la nostra fiducia di cittadini, ci allontana dalla politica, la fa apparire un mero e sporco esercizio di potere e di interessi personali.  Dispiace  ciò sia sottovalutato da chi ha in mano il futuro dell'Italia, perché è un sentimento fortemente diffuso e pericoloso. Sottolineo "pericoloso". Allora, mi chiedo: se il popolo protesta davanti a tutto ciò e, tra chi ci dovrebbe rappresentare e tutelare, nessuno se ne preoccupa, la sovranità dov'è finita? E cosa si può fare per ristabilirla? Io temo che l'arma del voto non sia più sufficiente, con la "rosa" di politici che ci ritroviamo.... Le parole-chiave devono per forza essere "rivoluzione" o"terrorismo"?
                                                                      Lettere ricevute  via e-mail
Caro lettore,
pubblico la vignetta-cartello perché strappa sorrisi forse amari, ma sintetizza la situazione penisola.
Gentile amica,
la sua frase di chiusura è in parallelo con i miei pensieri.  L’’impudenza dei signori del potere non ha limiti e sopisce persino quella vigliaccheria tipica di chi si approfitta e sfrutta in modo illimitato il prossimo. Anch’io non sottovaluto i pacchi e le buste bomba, primo segnale dell’esasperazione popolare italiana. In questa specie di buio totale, nel quale gli Italiani non riescono a capire cosa sta davvero accadendo a loro e alla nazione, non è affatto straordinario che qualcuno incominci ad “accendere le micce”. Non intendiamo aizzare alcuno a farlo, ma quantomeno possiamo elargire comprensione a chi è esasperato fino a questo punto. La confusione è tale che qualcuno potrebbe pensare sia stata generata ad arte al fine di distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi: ad esempio quelli che si stanno manifestando attraverso la protesta dei Tir. Inoltre non sappiamo affatto se e quali disegni particolari ci siano dietro al marasma europeo e italico. L’uomo della strada è disperato. I mendicanti sono triplicati approfittando dell’angoscia generale che ci sovrasta “per qualche euro in più”. A proposito delle tanto conclamate liberalizzazioni, fulcro di scioperi selvaggi e di ulteriore confusione, nessuno ha capito (forse governo tecnocratico a parte) quali traguardi vogliano ottenere. Di certo non è cambiata l’assidua passerella dei ministri in televisione: malgrado l’invito di Monti a comparire meno possibile. Per ora, questo esecutivo ha conseguito solo astensioni dal lavoro e danni economici e sociali di enorme rilevanza. CONFUSIONE è LA PAROLA ESATTA per definire la nube che grava sul capo delle gente comune.  Quella gente comune che da tempo accusa l’eccesso di immigrati ( il più alto e incontrollato d’Europa) di portare via il lavoro agli Italiani. Qualcuno ipotizza in meno di un cinquantennio l’ascesa di un nigeriano agli onori del Colle. Battute che però non ci fanno sorridere data la situazione di emergenza in tutti i campi. Le liberalizzazioni a noi sembrano troppo facili e potrebbero celare ben altro. Illudono i giovani attraverso la formula della creazione di società a responsabilità limitata, speciali S.r.l. riservate ai non oltre trentacinquenni con capitale di un solo Euro. Quali banche finanzieranno tali società prive di qualsiasi copertura patrimoniale e di qualsiasi controllo? E via così…perché i decaloghi pubblicati su paginate di quotidiani non fanno altro che aumentare il grado di marasma generale, per il quale ormai i cittadini si chiedono come faranno a votare per partiti privi di qualunque credibilità. Neanche i PROFESSORI SONO RIUSCITI a portare  ordine in “aula”. L’aula Italia che oggi sta perdendo la tanto vituperata ignavia e, ormai fuori dalle grazie diddio, potrebbe  dar fuoco alle polveri.


venerdì 20 gennaio 2012

VISTO DA LEI - “L’Italia sul baratro come il Concordia”

Gentile Mariella Alberini,
ma quando ci decideremo a dire quello che pensiamo? Monti,  non si sa per quale ragione, ha accettato di far percorrere all'italia (il minuscolo è voluto), e agli italiani gli ultimi passi verso il baratro del default.. Ad oggi, 2 bilioni di € di debito pubblico, per chi non lo sa, 2 seguito da 12 zeri, 4 biliardi di vecchie lire, per chi non lo sa 4 seguito da 15 zeri. Per chi non lo sa, di questa cifra spropositata, lo stato non possiede più un €, tutto è stato speso......per cosa? Per mantenere questo maledetto carrozzone di lazzaroni corrotti. Ha presente i 235 miliardi di € / anno di evasione. Paradossalmente, meglio che non vadano allo Stato, si fagociterebbe anche quelli. Perché Mariella, diciamocelo, c'è ancora qualcuno che pensa  si possa diventare un personaggio politico, magari di primo piano, seguendo un percorso adamantino? "MA CI FACCIANO IL PIACERE" direbbe il grande Totò. Lei spreca vocaboli come "DISPIACE CHE...", DISPIACE UN C…, Mariella, siamo furibondi…

Carissima Signora,
 leggo con estremo piacere la Sua lettera aperta al ns. presidente (mi  scusi ma  preferisco usare la minuscola trattandosi di un ex prezzolato di Mosca  del quale, tra l' altro, gira sul WEB un video poco edificante del nostro  quando, da europarlamentare, speculava sui voli low cost a lui rimborsati dalla
 U.E. a  prezzo decuplicato e minacciava i cronisti tedeschi che gli rimproveravano  quel  comportamento che gravava ingiustamente anche sui contribuenti alemanni).  Finalmente si leva una Voce obiettiva, la Sua che, controcorrente, cita la  realta' contrariamente agli "stenterelli ... presidenziali che tiran  quattro  paghe per il lesso...", tanto per parafrasare un noto poeta. Magari ce ne  fossero molti come Lei. Ma no, tutti ad acclamare Napolitano integerrimo,  Napolitano Super Partes, Napolitano Deus Ex Machina. E i carri armati  sovietici a Praga? Proprio come ai tempi di Pertini quando si volle dimenticare che  codesto "grande presidente" nel 45 gridava "Giustizia Sommaria" quando,  iniquamente e contro gli accordi dell' Armistizio, comunisti e  social comunisti  decisero di condannare a morte senza processo Mussolini o quando, da  presidente, prevaricò  le sue prerogative togliendo abusivamente le  stellette  ai controllori di volo! Purtroppo l' Italia e' cosi' e, di conseguenza, ha il presidente e la  kasta  che si merita. Pensi quanto sono lontani i tempi di Muzio Scevola e di  Cincinnato.  Ancora grazie, comunque. Tanti complimenti ancora per la Sua schiettezza e  tanti auguri. Dal canto mio auspico che un giorno qualcuno scenda finalmente in piazza…

Gentile Mariella, ho letto la sua lettera aperta a Napolitano, che condivido nella sostanza ma non nella forma, ironica ma morbida, troppo morbida. Le scrivo, perciò 'per invitarLa ad insistere nella Sua critica, e se possibile non tralasciando mai che l'attuale inquilino del Colle e' l'autore di un golpe bianco, a cui solo l'insipienza dei nostri uomini politici (compresi, purtroppo, i radicali di Pannella) ha consentito di non essere accusato di impeachment in Parlamento. Comunque, il bluff Monti (il gauleiter della Merkel in Italia!) sta fallendo miseramente, le elezioni anticipate si avvicinano e con esse la resa dei conti del popolo italiano
con Napolitano ed i suoi sostenitori. La saluto con simpatia.

Complimenti vivissimi per la Sua lettera aperta al presidente pubblicata su Affari Italiani.
E' riuscita con non troppe righe a concentrare ciò che pensa veramente la gente.
Facciamola girare, organizziamo una sottoscrizione on line.

Complimenti signora,
Lei sta dando voce a chi non ha voce, speranza a chi la sta perdendo. Mi permetto di aggiungere a ciò che Lei ha detto che la kasta non è solo politica - Esiste la kasta dei dipendenti dei "Palazzi" del potere, dei dipendenti dello Stato e delle amministrazioni locali a qualsiasi livello e di qualsiasi amministrazione dello Stato. Sapesse quanti dipendenti delle amministrazioni pubbliche percepiscono "benefit" (gadget, telefonini, computer a prezzi stracciati, buoni mensa (che vanno regolarmente a spendere nei supermercati)) che noi comuni mortali nemmeno immaginiamo. Il naufragio della nave da crociera Costa, ha messo in evidenza l'egoismo delle persone che nella gente di mare non era ed è mai esistito - Il comandante di una nave lascia il bastimento sempre per ultimo, l'equipaggio di una nave si prodiga per i passeggeri, . . . . .ed invece - Questa è la dimostrazione, il sintomo di un malessere sociale, la mancanza del senso del proprio dovere nei confronti degli altri. Quando pubblicherà qualche altro Suo pensiero può porre in evidenza questo: i dirigenti delle Amministrazioni Pubbliche, a qualsiasi livello, non "debbono" percepire un euro maggiore della retribuzione annua del Capo dello Stato. Se a questi "signori" non conviene, se ne vadanoooooooo. E la smettesse la kasta di adeguare le proprie retribuzioni a quelle del primo presidente della corte di cassazione (a proposito ma perché questo servitore dello Stato deve percepire tanto?)


Gentile signora
complimenti per avere il coraggio di prendere posizione. le invio per sottolineare solo la sintonia quanto ho scritto al proposito…

Gentile Signora Alberini, finalmente una pagina di giornalismo serio. Più volte, in merito, ho inviato email a diversi giornali, sia come commento a notizie che come letterina vera e propria. Mai alcuna risposta. Finalmente vedo un articolo (letterina) seria, composta, veritiera, etc.
Non si capisce infatti dove siano le grandi riforme sino ad oggi sbandierate, se non negli annunciati salassi (conditi da buon terrorismo giornalistico con notizie tendenziose) che poi gran salassi non sono, ma comunque ingiusti e unidirezionali. Però dicono loro: ci hanno salvato dal baratro. Mah!...

Cara Mariella Alberini,
voglio complimentarmi per la lettera aperta a Napolitano.
Condivido totalmente quanto dice. Le liberalizzazioni sono una cortina fumogena per tenere occupati i media e gli imbecilli che credono che sono veramente indispensabili, (soprattutto quelle dei taxi); per inciso non sono tassista ma artista ex docente. Monti è Berlusconi all'ennesima potenza, col vantaggio dell'appoggio di un partito (il PD) che ingoia il rospo senza battere ciglio o fingere nemmeno di difendere i poveracci. Quando si ipotizzava un contributo per i redditi sopra i novanta mila a Berlusconi piangeva il cuore (forse anche per il suo portafoglio) ma non piange per i pensionati a cui ha tolto l'indicizzazione ed imposto il doppio prelievo del costo del conto corrente e del prelievo sullo stesso da parte dello Stato?.
Avrei molto da dire ed obiettare sulle ricadute sull'innalzamento dell'età pensionabile, se vorrà e potrà ascoltarmi. Spero si faccia promotrice di un movimento d'opinione.


Gent.ma Sig.ra Mariella Alberini, è difficile dissentire dalle sue opinioni espresse in modo così completo ed attinente alla realtà. La condizione di degrado del senso morale dei nostri rappresentanti è emblematica di un cancro ancora più grave dal quale siamo affetti: la presa di potere da parte del malaffare ed il disprezzo verso i sentimenti di onestà e probità di tanta parte ancora sana del popolo italiano. E' necessario che tutti coloro che sentono profondamente il senso dell'onestà e dello Stato, di qualunque credo politico, si raccolgano intorno ad una bandiera, e scaccino una volta per tutte i mercanti dal tempio. E' questo il compito la cui diffusione e sensibilizzazione è affidata a Voi giornalisti. Coraggio, rimboccatevi/cchiamoci le maniche e ridiamo dignità all'Italia. Grazie per il suo impegno e la sua franchezza….
Cara Alberini,
ho letto il suo articolo .....GRAZIE PER AVER DETTO LA VERITA' AL NAPOLETANO.

Signora Alberini, concordo con la Sua visione dell'Economia e della Politica. Soprattutto perché, ragionando assai semplicemente, se un colabrodo ha troppi buchi non vale aumentare il getto del rubinetto per riempirlo ma si devono tappare almeno un po’ di uscite. E’ lapalissiano, tranne che per i nostri politici ed amministratori della cosa pubblica. Complimenti comunque per i Suoi articoli, continui a sostenere questa linea che rispecchia IL VERO. Si deve dar voce alla verità anche se non si ha un gran potere per combattere le Kaste....prima o poi la verità deve vincere..... Sono un artigiano di 67 anni che lavora ancora, anche per passione e, sinceramente, non ho ancora capito a quale sirena devo dar retta…

Cara dott.ssa Alberini
Con la presente Le porgo i miei più sentiti complimenti per la perfetta analisi esposta con tanta chiarezza nella lettera in oggetto che condivido completamente…

Gentile Mariella Alberini
Condivido quanto da Lei scritto, in questo paese non c'è la volontà di cambiare, in nome del popolo si può sempre predicare bene e razzolare male, dire una cosa e farne però un'altra a proprio esclusivo piacere, senza comunque pagarne pegno…

Lettera aperta al Presidente della Repubblica Senatore Giorgio Napolitano. "La kasta Le è grata, signor Presidente"
Bravissima !


Cari amici,
pubblichiamo stralci delle lettere con il vostro plauso non per vanità anche se conforta il mio lavoro di giornalista indipendente che cerca e dice la verità. Lo pubblichiamo perché è una piccola dimostrazione di ciò che sentono e pensano gli Italiani. I quali non sanno come fare a ribellarsi a tanta iniquità. Alla lettera indignata del clan-consorti dei tassisti, posso solo rispondere di inviarla al Premier a Palazzo Chigi: solo lui potrebbe dare una risposta adeguata se lo volesse. Il voto si avvicina e siamo davanti a partiti, dei quali non abbiamo alcuna stima perché imposti dalle Kaste. Quindi non rappresentano l’ ancora democratica che vorremmo. A questo proposito, ringrazio per la fiducia quanti mi chiedono di creare un nuovo partito, al quale poter credere e mi promettono i loro voti, ma non mi sento di addentrarmi nella sporcizia del “girone” capitolino. Però la protesta dell’astensione non porta da nessuna parte: anzi rafforza i partiti votati anche in percentuale minima. Dunque speriamo che l’esercito degli astensionisti che non vogliono votare perché non riconoscono in alcun partito valore e dignità nei confronti del nostro Paese, si facciano un esame di coscienza  e ricomincino a votare per la compagine che ritengono rappresenti il male minore. La compagine che dovrà avere la capacità di pretendere e ottenere le riforme della nostra Costituzione indispensabili per rimettere in moto l’Italia. Un meraviglioso Paese avvilito dalla disonestà dei politici che, da 50 anni, fanno solo il loro privato interesse. So bene che abbiamo scritto e riscritto queste parole, ma la realtà è questa. E la sopracitata disonestà dei politici si è estesa a macchia d’olio anche perché aggrega sempre più individui che vivono sulle spalle della politica e quindi sulle nostre spalle. Il nostro è un naufragio come la Costa Concordia adagiata su un crinale da dove rischia di scivolare nel baratro. Un naufragio causato dall’incompetenza di un comandante irresponsabile, dotato solo di una buona dose di vigliaccheria. Una triste fotocopia dell’Italia guidata dalla nostra variopinta fauna politica. E’ questa la dura realtà.

giovedì 12 gennaio 2012

VISTO DA LEI - Lettera aperta al Presidente della Repubblica

Pubblicato su Affaritaliani.it il 12 gennaio 2012


Lettera aperta al Presidente della Repubblica
Senatore Giorgio Napolitano

Congratulazioni,  signor Presidente per il rinnovo del mandato che le verrà conferito a furor di Kasta. Ella appartiene alla Kasta da ormai oltre mezzo secolo avendo militato in un Partito forte ma sempre perdente, votato ad una ideologia che fatto la fine ben nota. La kasta le è grata, signor Presidente per avere reso disponibile con le nuove, tristi tasse una massa di denaro che ha aperto nuovi orizzonti per la demenziale spesa  pubblica.  E anche le banche Le sono riconoscenti per alcuni milioni di nuovi conti correnti imposti a coloro i quali hanno una pensione superiore di un centesimo ai mille euro. Ella è riuscito a trasformare il professor Monti in uno scolaretto ligio ai compiti da Lei assegnati. In particolare aumento delle entrate e nessun taglio alle spese se non con vaghe parole. Adesso aspettiamo la fase due. Si parla di stimolare l’iniziativa per il Lavoro. Ma Lei sa bene , signor Presidente, che il Lavoro non è un dono elargito da Dio o dai sindacati. E’ la risultanza di intelligenza, iniziativa, talento qualità in possesso degli Italiani. Le potranno esprimere? Lei sa che gli Italiani non sono grandi quando li si fa star bene: sono Grandi quando li si fa star male. E con queste premesse il terreno è stato preparato. Qualcuno comincerà a svegliarsi, a cercare di intraprendere iniziative di inventare lavori, di rendere economiche attività. All’inizio sarà notato dalla kasta che lo coccolerà, farà finta di aiutarlo fin quando avrà successo per poi strangolarlo con lacci e tangenti come ha sempre fatto: e sarà un cane che si morde la coda. Ella non ha istruito il professor Monti a procedere con il bisturi nel corpo della Spesa Pubblica. Quanto ci sarebbe da fare! Non si dovrebbe nemmeno suggerire dove intervenire perché tutto da riformare. Ma quali riforme? Non certo sono determinanti le liberalizzazioni dei taxi o degli orari dei negozi. La grande riforma è riscrivere in chiave democratica e lungimirante la nostra Costituzione di stampo sovietico.  Poi c’è il capitolo delle evasioni fiscali. E’ una storia che viene da lontano. Ricorda, signor Presidente quel triste periodo del 68 quando i cattivi maestri che militavano nell’area politica del suo ex partito scatenarono la guerra contro lo Stato irridendo e demolendo tutti quei principi di onestà, di patria, di famiglia tacciati come principi “borghesi” e “fascisti”. Quando si discettava del salario come “variabile indipendente” e  si scagliavano contro lo Stato borghese da demolire. E con le loro teorie partorirono falangi di terroristi che definirono “compagni che sbagliano”.  Furono distrutti tutti i comportamenti civili nei riguardi dello Stato e oggi si pretende che i cittadini di colpo rispettino quello Stato tanto combattuto. Il pagamento delle tasse è stato sostituito dal ricatto tangentizio della politica e dal “pizzo” della malavita organizzata che  politica e verrà esposto al ludibrio delle genti magari il gestore di un bar di periferia per non aver emessogli scontrini fiscali sui caffè della sua clientela fatta di spacciatori, magnaccia e puttane. A proposito di spacciatori: la grande massa di denaro generata dalla droga come viene riciclata? Non dalle nostre banche, o forse sì. Se sì, come mai la tracciabilità non è stata trovata? E se no, quali provvedimenti vengono presi. Sappiamo che in natura nulla si crea e nulla si distrugge: tutto si trasforma. E chi trasforma i proventi della droga e dello sfruttamento della prostituzione?  Sui tagli ai costi della politica, a cominciare della gestione faraonica del Suo Quirinale, non se ne parla quasi più: attendiamo fiduciosi. Nel Suo discorso di fine anno, esimio Presidente, Lei ha detto parole da buon padre di famiglia invitandoci tutti ad accettare i sacrifici, ad essere leali verso lo Stato, a comportarci onestamente. Tutte cose che noi borghesi e lavoratori conosciamo già. Tante grazie , signor  Presidente. 

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