cover blog M Alberini

lunedì 24 giugno 2013

VISTO DA LEI - "L’estate italiana e l’abusivismo selvaggio"

Cara Mariella Alberini,
tutti i propositi di riforme piccole e grandi in elaborazione nel Governo di certo si arenano durante il periodo estivo e vacanziero. Intanto nessuno si preoccupa dell’Italia che puntualmente arde di incendi dolosi, di tratti di mare inquinati dall’abusivismo selvaggio dei villeggianti, della mancanza di sorveglianza e tutela del patrimonio culturale invaso da orde di turismo di massa.  Si aspettano le ferie estive come una salvezza, ma sovente diventano uno stress costosissimo disturbato dalle solite magagne mai  regolamentate da chi di dovere…
Lettera firmata, ricevuta via e-mail 

Carissimo lettore,
lungo le coste del Bel Paese sono stati emessi provvedimenti di demolizione di costruzioni abusive realizzate negli ultimi anni. Il primato spetta alle regioni della Campania e della Sicilia. Ma finora sono state demolite solo il 4% delle costruzioni incriminate e l’inadempienza si protrarrà all’infinito poiché esiste una serie di cavilli giuridici legalizzati che non permettono l’esecuzione di queste ordinanze. Tutto ciò comporta evasione dell’IMU, evasione di IRPEF, evasione della tassa d’acquisto del compratore e di un’infinità di altri furtarelli. Sappiamo bene che l’Italia arde in estate di fuochi per la maggior parte dolosi e non esiste una legislazione che punisca tali reati. Anni addietro si vociferava che fossero addirittura gli addetti temporanei, impiegati dalla Forestale, che li provocavano per avere il rinnovo del contratto. Questi incendi massacranti di intere aree  boschive sovente minacciano abitazioni e traffico automobilistico stradale e autostradale. Si dovrebbe porre una chiara legge che permetta alle Forze dell’Ordine di incriminare i piromani tante volte sorpresi sul fatto e mai puniti.  Altra piaga estiva lo scorrazzare di natanti a motore di tutte le stazze: dai motoscafi giganteschi, ai gommoni, alle famigerate motorette acquatiche che falciano bagnanti e subacquei con molta frequenza.
Non dimentichiamo il dolo di Comuni inefficienti nel far funzionare i depuratori che inquinano le acque prospicienti i loro territori. Acque di aspetto cristallino che provocano congiuntiviti, eritemi, infezioni della pelle ecc. E manca del tutto la sorveglianza sulle spiagge, sia nelle parti libere che a pagamento, dove non esiste un civile comportamento da parte dei villeggianti e dei turisti che urlano, alzano il volume dei dispositivi per musica all’aperto e non si peritano di infastidire i vicini con conversazioni a voce stentorea o giochi che vanno dal tamburello al pallone. Insomma l’agognata vacanza in spiaggia sovente diventa un purgatorio  illimitato.
L’estate dovrebbe  essere accuratamente tutelata sia nelle città d’arte che nella splendida natura marina e montana poiché è ancora l’unica fonte certa di reddito, oggi molto diminuito, per l’Italia affogata nella crisi.
m.alberini@iol.it


lunedì 17 giugno 2013

VISTO DA LEI - “Corruzione e peggiocrazia continuano”

Gentile Signora Alberini,
leggo  i suoi articoli su “Visto da lei” sempre centrati e attuali  verso la pesantissima situazione economica   italiana. Credo che non si arriverà mai a capo del problema se non ci decideremo  ad affrontare la questione di fondo: l'Italia si regge su un sistema di democrazia liberale col suo necessario complemento di economia di mercato, o appartiene alla famiglia di quei sistemi che l'economista Arrigo Bordin definiva di "intervento arbitrale", con un sistema politico ambiguo, se non francamente autoritario? Da vecchio liberale, non posso che preferire la prima alternativa. Quindi sorge il problema delle fonti di finanziamento delle imprese che deve essere affidato non più alla spesa pubblica ed al credito bancario, ma ai ricavi ed al mercato dei capitali di rischio. Per il primo corno del problema, occorre varare, come già avviene in altri paesi industrializzati, una legge che stabilisca un tempo normale di pagamento delle fatture, in modo da avere tempi certi nei debiti e nei crediti…
Lettera firmata, ricevuta via e-mail

Gentile amico,
dobbiamo forse ripetere che l’Italia è tutta da rifare perché è stata massacrata da decine di Governi fasulli? Oggi  per trovare una strada che riconduca il Paese ad un minimo di normalità economica bisognerebbe cambiare il comportamento di chi gestisce lo Stato: dal Presidente della Repubblica all’ultimo bidello della scuola elementare. Quanto l’attuale Governo proclama di fare sulle prime pagine dei quotidiani è quello che  viene letto da anni. Se l’attuazione di ciò si fosse avverata non saremmo in queste condizioni. La corruzione è talmente radicata che persino i prefetti vengono incriminati per reati economici: addirittura per esportazione di capitali all’estero.
Si parla di creare lavoro e intanto i Comuni, indebitati fino all’osso, continuano ad assumere personale evidentemente raccomandato dai soliti SANTI politici: aggravando in modo esponenziale l’economia dello Stato. E l’attuale Governo, in controtendenza, annuncia tagli di Province , Regioni, Organismi statali  ecc. E’  vero:  siamo in mano ad un sistema ambiguo e autoritario, il quale sta generando miseria e crollo della parte sana del nostro Paese. Non si può definire in altro modo un sistema che continua ad  autorizzare questa mastodontica burocrazia, cancro mortale dell’Italia, allo scopo di continuare a raccogliere voti. Anche se ormai il maggior partito è quello dell’ astensionismo  ad oggi  arrivato al circa il 60% ma,  guarda caso, si tiene conto soltanto della piccola percentuale di voti  delle truppe della sinistra irreggimentate dal PD.
Infatti solo i comunisti hanno votato alle ultime amministrative creando governi  locali di sinistra che non esprimono affatto la volontà della maggioranza dei cittadini italiani.
Siamo troppo pessimisti a temere inettitudine e attendismo dal nuovo Governo?  
m.alberini@iol.it

lunedì 10 giugno 2013

VISTO DA LEI - “Taci, il nemico ci ascolta”

Cara Mariella Alberini,
adesso anche Obama si trova in difficoltà per l’eccesso di intercettazioni e controlli che l’apparato pubblico esercita sulla popolazione. In Italia, da quando abbiamo dichiarato che la privacy dei cittadini va difesa, abbiamo istituito un organo di garanzia. Però ho l’impressione che non siamo mai stati tanto controllati come oggi. Quali sono secondo lei i vantaggi e gli svantaggi derivanti da questa sorta di “tutela”?
Lettera firmata, ricevuta via e-mail

Caro lettore,
in una società multirazziale, come quella americana, che  sta dilagando in tutto il l’Occidente, le libertà istituzionali sono esposte ai fanatismi politici, religiosi, ideologici e delinquenziali. Quindi i Governi sono costretti ad opporre un sistema efficace per la difesa della cittadinanza. Dopo le migliaia di incursioni terroristiche sparse per tutto il pianeta, è imperativo cercare di contrastare ogni forma di attacco contro la società civile. E’ logico che, un eccesso di sorveglianza all’interno del sistema privato, crei un’insofferenza e una protesta da parte del cittadino. Però Obama fa quello che facevano i suoi predecessori dai Bush fino ai Roosvelt con motivazioni diverse. A proposito di Franklyn Delano  Roosvelt, va ricordato che, dopo l’attacco a Pearl Harbour,  quando gli Stati Uniti entrarono in guerra con il Giappone, fece internare in campi di concentramento, appositamente creati, circa due milioni di cittadini americani di origine nipponica: un esempio di difesa precauzionale contro eventuali casi di spionaggio. Una psicosi diffusa in tutti gli USA in quei tragici giorni. Oggi con l’evoluzione tecnologica, usata dai dissidenti rivoluzionari, non si può far altro che  contrastarli con una tecnologia ancora più avanzata.
Riguardo l’Italia, la nostra privacy  è un colabrodo:  sia su Internet che sulle linee telefoniche private esiste una miriade di interferenze di natura commerciale. E non si potrà mai distinguere tra tante l’ingerenza cautelativa degli organi dello Stato. Il quale, per controllare terrorismo,  criminalità organizzata, evasione fiscale, usa una estesa rete di controllo sovente in deroga con l’etica civica e civile. Che fare? Nulla se vogliamo continuare a utilizzare quell’informatica che ormai è la base vitale del nostro vivere quotidiano. Se da un lato facilita completamente la comunicazione immediata, dall’altro martirizza la vita famigliare e i normali rapporti interpersonali ormai snaturati  da personal computer, Internet, iPad, smartphone, iPod, Black Berry, web TV ecc.     

m.alberini@iol.it

lunedì 3 giugno 2013

VISTO DA LEI - “Italia indietro tutta”

Gentile Mariella Alberini,
purtroppo pare che agli assurdi e tragici eventi politici che si susseguono ormai da molti anni nella nostra nazione, non si voglia o non si riesca a porvi la parola "FINE". L'ultima vicenda a cui assistiamo da alcuni mesi è quella evidenziata dal Movimento cinque stelle. Ritengo che Grillo abbia realmente sprecato una grande occasione di rinnovamento per la guida politica italiana. Da molti, egli era stato considerato "l'ultima spiaggia" di partecipazione sulla quale approdare per salvarci tutti. Purtroppo, non ha inteso il grido di disperazione elevatosi dagli italiani stanchi di parole e di soprusi evidenti, ma speranzosi in nuovi fatti che avrebbero dovuto sollevare innanzi tutto la nostra economia. Se i grillini neo eletti in Parlamento avessero posto quali punti pregiudiziali per una fattiva collaborazione politica temi, come per esempio: riduzione vera ed attuata in brevissimo tempo del numero dei parlamentari; riduzione sostanziosa ed immediata degli stipendi e degli appannaggi dei parlamentari; revisione in ribasso delle ritenute erariali con particolari sgravi per le famiglie bisognose e con figli disoccupati maggiorenni e con aumento delle percentuali di ritenute per i redditi medio alti; rapida indagine seguita da sequestro e incasso in conto Erario dei beni dimostrabili acquisiti dai partiti a seguito di finanziamenti illeciti a loro erogati; rilevazione e soppressione degli Enti pubblici inutili; lasciando per dopo la situazione della riduzione clientelare di Enti e Società legate alla politica...  certamente la stragrande maggioranza della popolazione avrebbe inteso l'onestà morale e politica di Grillo e lo avrebbe incoronato "Re" degli italiani. Così, purtroppo, il nostro Beppe ha dimostrato di essere solo un dei tanti... buon parlatori?  Si certo!  Ma inefficienti quanto a salvaguardare, moralizzare e rilanciare, soprattutto, la grande "Res publica"  col "sottobosco" ad essa legato, di questa povera Nazione.        

Gentile Mariella
anche le comunali hanno lasciato un segno importante e significativo, abbiamo finalmente raggiunto un livello di astensionismo da nazioni mature. Finalmente, chi non si sente rappresentato da questa banda bassotti, non va a votare. Il 50% di astensioni a Roma, poco meno nel resto del paese. Tra i votanti, io ne ho discusso almeno con un centinaio tra amici e colleghi, i più votano il minor dei mali o per retaggi ancestrali tipo: "se non vai a votare ti vengono le croste". Il diritto di dire la propria!!! Peccato che quando hai ben detto la tua, questa banda di millantatori continui impunemente a farsi i propri porci comodi, a prescindere dalle promesse preelettorali. L'intento più gettonato tra le mura domestiche? Alla domanda: "potendo, come tratteresti il politico?", "lo incarcererei a vita" o anche peggio. Ho sentito le solite, vacue frasi di circostanza: "preoccupa l'astensione", "si impone un momento di riflessione", "è necessario che i cittadini si rinnamorino della politica".
Si rendono conto lor signori che, tolti i voti orientati verso il minor dei mali, i prescelti governerebbero con il 5% dei consensi? Mariella, secondo te, quando questi fenomeni si ritrovano per riflettere, cosa si dicono dopo aver ... pensato ... a patto che ne abbiano i mezzi ? Si cercano le coperture, che con il modus pensandi di oggi non ci sono, ma ci sarebbero se ... Se semplicemente ci si rendesse conto che, i costi della politica sono spaventosi ed ancora più spaventosi sono i costi della spesa pubblica. Bisogna che ci si renda conto che, quando l'economo di un pubblico apparato va a fare la spesa, paga un prezzo che è due o tre volte quello del mercato corrente, mentre, paradossalmente, in un regime di concorrenza, dovrebbe essere in grado, vista la mole di acquisti, di spuntare prezzi vantaggiosissimi. Come mai? Alla domanda potrebbe rispondere anche un celebroleso. Se poi ci mettessimo a recuperare seriamente l'evasione e non permettessimo l'elusione, saremmo la nazione più florida del lotto. Letta dice: "è difficile ma ci proveremo con tutte le nostre forze." Mio caro Letta, tra l'altro mi sei simpatico, ma se quel tuo: "con tutte le nostre forze" è quello che stiamo intravedendo, lascia stare e non perdere tempo.
Se si pretende di abbattere un dinosauro con l'ausilio di una cerbottana, fatta con la cannuccia di una bic e dei chicchi di riso, come diciamo noi dell'alto milanese: "lasa sta parchè le cume daghi ul zuquar a l'asniin". Provate a leggere il testo di una legge, di un decreto o di una direttiva e poi ditemi se non vi viene voglia di prendere il redattore e di defenestrarlo a calci in culo. Domanda: ma, li scelgono di proposito tra i più imbecilli? Ho 62 anni, sono un professionista e lavoro da 40 anni. Ad oggi, mi restano ancora 4 anni di lavoro. Si ha l'impressione di svuotare il mare con un cucchiaino mentre i parassiti te lo riempiono a secchiate.
Lettere firmate, ricevute via e-mail

Cari lettori,
ascoltando ieri un piccolo dibattito nel Tg di Mentana  tra il Segretario amministrativo del PD e un parlamentare dell’M5S si palesava in modo evidente l’assurdità delle posizioni politiche. Mentre il rappresentate PD perorava la bontà del finanziamento dei Partiti, il parlamentare grillino faceva sommessamente notare  che fino al 1974 il finanziamento pubblico in Italia non  esisteva. Come facevano i Partiti? Non spendevano e spandevano come fanno oggi i grillini. Glissiamo sul fatto che i Partiti del cosiddetto arco costituzionale prendevano i dollari dagli USA come i comunisti prendevano i rubli dall’URSS, ma li amministravano con molta oculatezza.
Riguardo al niet di Grillo a far parte della nuova compagine governativa, ci sembra abbastanza coerente con l’ideologia antipartitica, antikasta, antiinciucio, anti  immobilismo caratteristica anche di questo governo attendista. I movimenti di riforma sono più lenti di quelli delle tartarughe centenarie.  I decreti si stemperano nell’arco di anni. Nessuno parla di saldare i debiti dello Stato alle imprese in coma avanzato. Ci fa ridere con amarezza oppure piangere il proponimento di Letta di “mettere avanti tutto il problema lavoro” quando lo Stato inadempiente sta lasciando morire le imprese sane. Idem per il recente accordi Sindacato-Confindustria che prevede una soglia di maggioranza sindacale per firmare nuovi contratti. Di questo passo andremo sempre più indietro: altro che i 25 anni di arretratezza, citati da Visco all’Assemblea annuale della Banca d’Italia. Qui ci troviamo a più di 50 anni fa sempre in compagnia dei vetero comunisti. Solo che negli Anni Cinquanta e Sessanta, gli italiani votavano in massa contro l’avvento del Pci. Oggi l’astensione di oltre il 50% degli italiani dal voto rappresenta il primo partito, ma non ha voce in capitolo e lascia alla sinistra il potere di governare con meno del 30%  di voti. Risultato: apriamo le porte all’immigrazione mentre emigra all’estero la parte produttiva di questa povera Italia. 

m.alberini@iol.it

lunedì 27 maggio 2013

VISTO DA LEI - L’Italia in crisi di povertà e di estetica

Cara Mariella Alberini,
ho la spiacevole certezza che questo governo  farà ben poco per medicare in modo temporaneo la situazione di cancrena nel nostro Paese. Inutile continuare a chiedersi perché non si provveda con urgenza a tagliare spese facilissime da eliminare come dimezzare i costi della politica e dello Stato. Ormai oltre metà dell’Italia è di proprietà straniera e la Fiat si è istallata a Londra. Mi domando però perché almeno non si ponga rimedio al degrado sociale, culturale e civico che da trent’anni dilaga in tutta l’Italia. Non soltanto nel decadimento dei Beni Culturali e delle strutture cittadine, ma nell’atteggiamento morale ed estetico degli Italiani…
Lettera firmata, ricevuta via e-mail

Caro amico,
riguardo al taglio dei costi, lei ha dimenticato di menzionare i Sindacati, ai quali si dovrebbe togliere il 70% degli emolumenti. Basterebbe  prendere esempio dalle formidabili intuizioni di Margaret Thatcher. Ma torniamo al degrado. Ormai la parte sana della cittadinanza, sempre più ridotta, sopporta soffrendo di continuo l’inciviltà dilagante in ogni settore: maleducazione,  volgarità estetica e verbale,  mancanza di senso civico,  mancanza di rispetto umano. Se nell’ambito scolastico non verranno istituiti corsi di comportamento estetico e morale, non si riuscirà a frenare questa triste involuzione di costumi, destinati a peggiorare perché le nuove generazioni prendono esempio dallo spettacolo poco edificante che si svolge sotto i loro occhi. Anche nei rapporti quotidiani di routine ci si trova disagio. Nonostante la gravissima crisi di consumi, nei negozi, persino in quelli di lusso, gli addetti fanno finta di non accorgersi del cliente. Il quale deve cercarli per ricevere un minimo di attenzione e, all’uscita, viene salutato  con un “salve” che non si sa da dove provenga. Ai funerali, il silente raccoglimento di un tempo, in onore del defunto, è stato sostituito dagli applausi dei convenuti che scambiano la cerimonia delle esequie con quella dei matrimoni.
Il linguaggio scurrile è diffuso oltre misura in tutte le età e nei mezzi di comunicazione.  Senza voler atteggiarsi a moralizzatori di costume, si potrebbe sconsigliare le congeneri dall’ostentare scollature vertiginose e minigonne all’inguine (adesso anche la moda degli shorts in città) in ufficio, per la strada, sui mezzi pubblici, nelle scuole superiori. Un antico adagio recitava: “se siete p… non sembratelo; se non lo siete, perché sembrarlo?” Altra ignobile visione quella dei tatuati ovunque con piercing che vanno dalle orecchie passando per il naso e scendono fino alle parti intime. E i giovanotti con il ciuffo laccato tipo cresta di gallo o penultimo dei mohicani, e i jeans con il cavallo a metà coscia? Per  carità di patria, non parliamo delle oscene imbrattature, pomposamente chiamate “graffiti” persino sui muri  di eminenti edifici universitari. E i sessantenni con capelli tinti e giochi di riporto a copertura della calvizie? Che peccato!, non capiscono che gli uomini (non le donne) hanno il privilegio di ringiovanire con i capelli bianchi: a loro donano fascino e freschezza!  Possibile non si rendano conto che la tintura li volgarizza e li invecchia? Insomma sarebbe opportuno preoccuparsi delle ripercussioni di questo panorama decadente sulle fragili menti dei bambini: quale senso dell’estetica e della buona educazione assorbono per il futuro?  La divisa militare, sempre ammirata e fonte di stile, ormai di rado in circolazione, è travolta dalle “divise” delle  bande  di cui sopra. Quanta nostalgia per l’eleganza maschile e femminile che è scomparsa alla fine degli anni settanta!

m.alberini@iol.it  

lunedì 20 maggio 2013

VISTO DA LEI - Ripresa, lavoro oppure “Anschluss”


Gentile Signora,
indubbiamente il momento è molto grave e l'incapacità dei nostri politici di rinunciare ai propri privilegi in favore dell'intera Nazione non permette di affrontare sia gli aspetti essenziali che quelli di immagine con la dovuta correttezza. Alla popolazione sono rimaste poche possibilità di contrasto: le vacue proteste, le manifestazioni di piazza, internet o poco altro. Le vacue proteste ormai sono al parossismo, in ogni occasione non si parla d'altro che di Kaste (attenzione il plurale è voluto per le tante egualmente potenti, dannose e auto garantiste), ma l'unico risultato è consistito nella pur importante presa di coscienza che qualcosa nel nostro sistema non funziona. Le manifestazioni di piazza, certo non è un'idea pazza e sarebbero importanti in una situazione in cui l'obiettivo della protesta si sentisse veramente colpito e costretto, ma ciò può a malapena accadere se si riesce a mobilitare una quantità abnorme di persone, capaci di superare scetticismo, senso del pericolo e pigrizia, pur di presentare oggettivamente il proprio scontento. Pensa che sia possibile senza un'adeguata organizzazione già facente parte del sistema? Non credo, e allora la manifestazione o viene sottovalutata e considerata solo come qualche cosa di coreografico, o viene strumentalizzata da qualche formazione partitica, o, peggio, da gruppi di estrema sinistra (i c.d. centri sociali) con gli effetti che tutti paventiamo. Leggo su Il Mondo la lettera di un lettore che auspica l’annessione (Anschluss) della Lombardia al Canton Ticino e la straordinaria affermazione  del Ministro elvetico Ueli Maurer che mi sembra interessante riportare: "Annettere la Lombardia per noi non sarebbe un problema. La Lombardia rappresenta circa il 90% del totale di tutti gli scambi commerciali con il nostro paese. L'affermazione non è l'unica cosa curiosa della vicenda: è bizzarro che nessun giornale italiano gli abbia dedicato spazio. Pensate che cosa succederebbe se il ministro della Difesa italiano, Mario Mauro, sostenesse che annettere Nizza e la Savoia non sarebbe difficile. Il terzo aspetto rilevante è quello che ha messo in luce il sito l'indipendenza.com: l'immediato consenso di molti lombardi all'ipotesi. Secondo i sostenitori della annessione scudocrociata, la Lombardia diventerebbe il 27º cantone svizzero (otterrebbe, cioè, una maggiore indipendenza), pagherebbe meno tasse, entrerebbe a far parte di un paese efficiente, serio e all'avanguardia, neutrale, estraneo all'influenza negativa dell'Unione Europea e degli Stati Uniti; passerebbe al franco svizzero, con una diminuzione dei tassi di inflazione, pagherebbe un minor pedaggio autostradale; e soprattutto continueremo a parlare italiano, mantenendo dunque le tradizioni. Letta & Alfano farebbero bene a farsi un paio di domande.”
Lettera firmata, ricevuta  via e-mail
                                           
 Caro lettore,
non neghiamo che numerosi lombardi, oppressi dall’attuale regime politico e dall’assoluta mancanza di regole democratiche e politiche  a favore della ripresa dell’Italia per salvarsi dalle miserevoli condizioni economiche attuali, sarebbero ben felici di diventare Ticinesi, ma si tratta di pura fantapolitica. Sarà poi vera l’esternazione entusiasta del Ministro della Difesa Elvetica, Ueli Maurer?  Purtroppo il crollo dell’Italia, dovuto alla mala politica di tanti anni, comporta uno squilibrio popolare e un gran desiderio di fuga verso paesi più organizzati, meno corrotti, più adeguati al vertiginoso cambiamento dei sistemi economici. Adesso tutti sono in attesa delle prossime iniziative del nuovo governo che ha sospeso l’IMU sulla prima casa, ma sta pensando di aumentare quella sulle seconde. Il tutto deve essere  deciso entro la fine d’agosto con riforme che se, non saranno adeguate alla situazione fallimentare del nostro Paese, rischiano far montare gli italiani sulle barricate. Sempre più si parla di ridurre il regime di austerità che ha colpito il commercio  e obbligato alla chiusura oltre centomila imprese? Quel regime di austerità applicato soltanto ai cittadini e non alla gigantesca burocrazia in gran parte responsabile del disastro italico. Ma come si fa a spendere per far ripartire i consumi quando non ci sono i soldi?
Che cosa aspetta il nuovo esecutivo a dimezzare  i costi della politica e dello Stato oltre a tagliare gli sprechi assurdi, da numerosi decenni portati avanti dai Direttori Generali dei ministeri che hanno stipendi superiori a quelli del Presidente della Repubblica? Se il Presidente del Consiglio italiano non ha il potere adeguato alla problematica emergenza  attuale, significa che questa Repubblica Parlamentare va cambiata con una Repubblica Presidenziale alla francese oppure aumentando il  potere d’azione del Premier come da tempo esiste in Gran Bretagna. E adesso, signori del nuovo governo, rimettete in piedi il Paese senza infilare le mani nelle tasche degli italiani.




lunedì 13 maggio 2013

VISTO DA LEI - "Un’Italia nuova per i nostri figli"


Gentile Mariella,
la costituzione è l’insieme delle leggi fondamentali del nostro Stato ed è entrata in vigore il 1° gennaio 1948. E’ composta da 139 articoli + 18 disposizioni transitorie. La Costituzione italiana è democratica perché il potere appartiene al popolo anche se indirettamente perché il popolo è rappresentato da deputati e senatori. Nella Costituzione sono scritti i diritti e doveri del cittadino. Il diritto più  importante è il diritto alla libertà perché senza di essa non si possono avere gli altri diritti come quello di parola, di pensiero, di movimento ecc. La Costituzione italiana si basa anche sul principio di uguaglianza: nessun cittadino ha maggiori qualità rispetto ad un altro; se accade che un cittadino si trova in condizioni svantaggiate, lo Stato cerca di dargli un aiuto di solito economico. Per essere più uguali lo Stato ci garantisce tre diritti importanti: l’istruzione, il lavoro e la protezione sociale. A capo dello Stato vi è il Presidente della Repubblica che controlla le leggi emanate dal Parlamento e se trova delle irregolarità le rinvia al Parlamento per riesaminarle.
Recitata sul palco di Zelig, susciterebbe un'enorme risata. Un'accozzaglia di corbellerie e quanto di più ipocrita si possa immaginare. La bontà di un'azione si misura sulla base dei risultati che determina e, in questo caso, faremmo bene ad accantonarla quanto prima. Sulla base di queste leggi, non riusciamo a eleggere un presidente, non riusciamo a formare un governo che abbia un senso, non riusciamo a tenere in carcere nemmeno i rei confessi. La sanità fa acqua da tutte le parti, l'istruzione è da terzo mondo, e la sicurezza è un miraggio. E non parliamo del diritto al lavoro ne’ di uguaglianza. Qualche esempio? Gente pensionata dopo meno di 15 anni di lavoro e altri che dovranno lavorare fino a 67 anni, pensioni che vanno dai 600 €/mese di mia madre ai 35000€/mese del sig. Dini. E che dire dei privilegi dei nostri parlamentari? Sono...COSTITUZIONALI??? Come la pensa il nostro presidentissimo in merito? A giudicare dai risultati, dobbiamo smettere immediatamente di santificare i padri costituenti, perché  hanno generato una mostruosità. Deputati, senatori, segretari, sottosegretari, presidenti, vicepresidenti, consulenti, tecnici, esperti, saggi, commissioni, sottocommissioni e quant'altro.
Immaginiamoci se le aziende dovessero essere gestite con questa filosofia, non durerebbero un battito di ciglia. E poi i debiti, un'immensa massa di quattrini estorta ai cittadini nei modi più subdoli, bruciata sull'altare del malaffare e della corruzione.
Caro Presidente Napolitano,...che mi dice? Dovessi immaginare una risposta, mi sento di poter dire che sarebbe il solito discorso farcito di inutili banalità, anche se,....declamate con la classica enfasi del dramma "napolitano". E che applausi in parlamento!!! Beh! Inutile lamentarsi, abbiamo quello che ci meritiamo.

Cara Mariella,
vorrei che insistesse con i suoi articoli chiedendo la riduzione di pensioni e vitalizi di politici ed ex politici ad un max. di € 5.000,00 netti mensili che è sempre 10 volte più elevata di quello che prendono milioni di cittadini. Se esistono dei diritti acquisiti si faccia presente che i cittadini hanno diritto di vivere. Senza queste opportune e doverose riduzioni la classe politica non potrà riavere credibilità. I tagli del 10% e altre proposte simili sono una ulteriore presa in giro. Un pensionato cosa se ne fa di € 30.000,00 euro al mese? Pubblicate i vitalizi con nomi e cognomi e dite a chiare lettere che sono soldi che gonfiano il debito del nostro. Stato e impediscono un futuro ai nostri figli.
Lettere firmate, ricevute via e-mail

Cari amici,
l’Italia è da rifare. Riteniamo tutti gli Italiani d’accordo su questo punto. Questa Repubblica fondata sul lavoro è preda solo di parassiti che succhiano il sangue a quei pochi (sempre meno) creatori e realizzatori di iniziative. Risibile la riduzione del 10% per pensioni da 35.000 euro al mese: come assurdo lo “slittamento” della prima rata dell’Imu per trovare il tempo di inventarne la sostituta. Non è questo il miglior sistema, Presidente Letta, di affrontare  le tre problematiche più urgenti: rimborso alle aziende creditrici dello Stato, detassazione del Lavoro, incentivi a chi crea attività. Nell’antica Repubblica di Venezia, quando il nemico era alle porte e la crisi mordeva, le grandi famiglie si autotassavano per far fronte alle difficoltà e con il loro esempio trascinavano tutto il popolo, il quale, a difesa della libertà della Repubblica e della ripresa economica, concorreva come poteva. Oggi per abbassare il debito pubblico basterebbe, per un periodo di tempo limitato, mettere un tetto alle pensioni e agli emolumenti di tutta la  Kasta di 5000 euro e troveremmo i soldi per ridurre di molto l’esposizione a patto che le risorse recuperate non diventino preda dei soliti “ladroni”. Il popolo non ne può più di questo copione: tutti hanno la sensazione di trovarsi di nuovo davanti l’antico spettacolo della vecchia politica. Ma come fate, signori del Governo, a non capire  che ormai non potete più continuare con le vostre pantomime: quelle esternazioni all’interno e all’esterno delle Camere, i soliti litigi, le solite costose manifestazioni di piazza perdi-tempo in  un’Italia ridotta allo stremo. E allora, se il Presidente del Consiglio di questa Repubblica Parlamentare non ha i poteri per intervenire subito a salvare il Paese vuol dire che il Paese necessita di un'altra formula di guida. Una formula in grado di cambiare quello che si deve a qualunque costo cambiare: ci vuole una Repubblica Presidenziale con un  Presidente  capo del Governo, proveniente dalla società civile e non dalla politica ed  eletto direttamente dal popolo.
m.alberini@iol.it