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lunedì 22 giugno 2015

V I S T O D A L E I - "I colpevoli siamo noi Italiani"

Cara Mariella,
la  melma in cui stiamo affogando è il risultato di mezzo secolo di disinteresse degli italiani per il loro Paese. Hanno permesso ai delinquenti della politica di arrivare indisturbati fino ad oggi. E continuano ancora a rimanere inerti anche davanti all’invasione, favorita dai politici, dei migranti che stanno ammorbando ogni angolo del nostro territorio…
                                                         Lettera firmata, ricevuta via e-mail
Caro amico,
quanto dice  è vox populi, ma dall’inerzia è molto difficile scuotersi. I guai sono enormi e diffusi ovunque. Ma terrificante è quello di Roma capitale, una volta chiamata caput mundi. E’ diventata la capitale del più alto parassitismo che mente umana possa aver mai concepito. E’ di oggi, ma sempre ben nota, la notizia che l’immenso patrimonio edilizio dell ’irrisorio costo di 7 euro al mese.
Il paradosso di questa città consiste in affitti privati altissimi, ma nessuno li paga. E il proprietario di un appartamento tra insolvenze, ricorso agli avvocati, danni materiali all’immobile, tasse, finisce senza reddito, ma in grande passivo. E’ chiaro che tutto ciò dipende da una mentalità radicata  per la quale ogni cosa è lecita.
Arrivano continue notizie di società del Comune di Roma che, oltre allo stipendio, pagano ai dipendenti premi pazzeschi e li pagano anche agli assenteisti: pare siano oltre il 30%.
Persino al Pontefice arrivano i miasmi della corruzione che lambisce e penetra oltre i confini del  Vaticano con manovre occultate anche a Francesco.   E ci rendiamo conto di quanto pesino sul capo di questo Pontefice tali ignominie. Guarda ogni giorno  con tristezza i sepolcri scoperchiati  dai miasmi che stanno ammorbando tutta l’Europa.
L’operazione Mafia Capitale è la punta di uno dei tanti  iceberg che fanno colare a picco l’Italia. I rifiuti, gli accordi imposti dai sindacati,  l’assenteismo, l’inefficienza fanno parte del sistema in atto che permette il lassismo in cambio dei voti. Di tutto ciò è la Sinistra ultra responsabile.
Si dice indispensabile cambiare tutta la categoria burocratica sostituendola con i nuovi giovani: non cambierebbe nulla perché sarebbero i loro figli a subentrare nelle funzioni: oggi leggi truffa ad hoc permettono questo avvicendamento.           
Dai tempi di   Roma antica, il popolo è tenuto a bada con “panem et circenses”.

m.alberini@iol.it



venerdì 19 giugno 2015

V I S T O D A L E I - "Lettera aperta al Premier Renzi"

Signor Presidente del Consiglio,

il paradosso più assurdo è il titolo del Corriere della Sera del 13.6 che apre la prima pagina con il titolo “Il governo pensa ai rimpatri”. Intanto la Marina militare continua a incettare e a trasbordare migliaia di africani e non in Italia. Il cosiddetto “buonismo “ italico peloso e disonesto continua a incassare le cifre stanziate con l’accordo UE per ospitare  i migranti e provvedere alla loro sistemazione. Cosa ormai impossibile sotto tutti i punti di vista. Non ci sono più luoghi over farli dormire ne’ soldi per nutrirli perché quelli stanziati dalla Ue non si sa  dove siano andati a finire : o meglio sappiamo che sono stati intascati dai soliti noti.  Intanto cinquantamila profughi sono scomparsi senza lasciare traccia, prova dell’inefficienza di controllo delle nostre strutture.
Signor Presidente, non si era mai vista in Italia simile ondata di invasione barbarica dai tempi di Attila. Noi milanesi abbiamo paura a prendere il treno alle stazioni ferroviarie e metropolitane, invase da queste pericolose bande di sudamericani, africani, gente dell’est ecc. già individuati dalla Polizia ma in libera circolazione per  colpa delle nostre assurde, permissive leggi.
Oggi noi abbiamo paura ad usare i nostri treni per il timore di mescolarci a questa folla di gente malintenzionata e forse infetta da malattie in Italia sconosciute.  Per non citare la possibilità di centinaia o migliaia di infiltrati dell’ISIS.
Caro Presidente Renzi come pensa di salvarci con un provvedimento davvero risolutivo da questa follia barbarica?
Basterebbe utilizzare i metodi degli Stati Europei, non accogliere più nessuno e rimandare  a casa  i clandestini individuati sul suolo italiano. Che cosa spetta ad agire? La situazione non è più di emergenza ma di disastro colposo nazionale!
Non la preoccupa  che uno dei suoi figli possa essere vittima di malattie o virus sconosciuti e contagiosi? Come pensa possano vivere gli italiani nelle città invase da orde di infelici ma già pericolosi poiché incattiviti dalla miseria e dai disagi?
E’ il caso di ribadire che il Vaticano nel diffondere la sua carità cristiana dimentica di essere il maggior proprietario immobiliare d’Italia, ma non ci risulta abbia messo a disposizione di questi diseredati strutture per alloggiarli e nutrirli.
Gli Italiani non riescono a capire come si possa essere arrivati a tale disastrosa situazione e giurano tutti di non votare mai più per alcun Partito: incluso il suo, signor Premier: un Partito sempre più allo sbando e responsabile di un Italia ormai irriconoscibile nel suo glorioso  passate di bellezza e di ospitalità.

m.alberini@iol.it 


lunedì 8 giugno 2015

V I S T O D A L E I - "Come è difficile trovare Expo"

Ritengo doveroso accennare alla mia piccola Odissea per raggiungere,  sotto il cocente sole di queste infuocate giornate di giugno, la favolosa EXPO dove ero invitata alla cerimonia della Giornata Nazionale di Estonia.
Dopo il viale Gallarate, all’altezza della Mercedes Benz, nessun cartello indica dove si possono trovare  gli ingressi  di questa mondiale manifestazione che riunisce tutte le nazioni del nostro sempre più affollato pianeta. E quindi il visitatore, smarrito,  incomincia a girare in tondo tra  gli svincoli stradali che indicano tutte le varie direzioni tranne quella verso  l’Expo.
Fortunato è l’incontro con l’unica pattuglia di Polizia  con tre auto e relativi agenti, i quali, gentilissimi, mi guidano fino ad un ingresso secondario, non per il pubblico, dove mi viene indicata la fermata dell’autobus interno dell’EXPO. Nulla faceva presagire dove fossero le centinaia di padiglioni mentre il sole martellava su un paesaggio d’asfalto dall’aspetto piuttosto desolato.
Infine arriva un autobus carico di sudati pellegrini, sul quale lo stesso conducente non ha la minima idea per segnalarmi a quale fermata  dovrei scendere nei pressi del Padiglione Estonia.
Dopo le mie insistenze, si decide a dare un’occhiata alla mappa che gli spunta dalla tasca della camicia e mi dà una direzione molto vaga alla fermata  6.
Scendo dal Bus terrorizzata  e seguo altri dispersi, incerti sul da farsi, sempre sotto una canicola devastante.
Infine dopo circa un chilometro durante il quale incomincio a vedere  miraggi simili a quelli delle zone desertiche,  scorgo in lontananza la sagoma di alcuni padiglioni dall’aspetto impenetrabile. Dopo vari giri sempre più faticosi, riesco a intravvedere il famoso Padiglione Estonia dove, ormai in ritardo di un’ora, era avvenuta la cerimonia alla Presenza del Presidente della Repubblica Estone.
In queste ore faticose mi sono chiesta più volte come è possibile che L’EXPO milanese tanto desiderata e attesa sia stata circondata da tale negligenza persino nella carente gestione del percorso periferico tra la periferia di Milano e Rho.
Forse l’organizzazione, deputata alla segnaletica dell’avvenimento più importante di questo decennio, era poco provvista di fondi  da spartire in generose tangenti.
Comunque esco da EXPO 2015 con notevole senso di oppressione e priva di speranza per i tanto attesi risultati commerciali, gli investimenti che dovrebbero arrivare dall’estero e la creazione di posti di lavoro per giovani e meno giovani disoccupati.
Dispiace constatare come EXPO 2015 stia attirando un decimo dei visitatori di Disneyland a L.A, California.


m.alberini@iol.it

lunedì 1 giugno 2015

V I S T O D A L E I - "L'Italia uccisa dagli italiani"

Cara Mariella,
pensavo all'inutilità della critica reiterata, con risultati sostanzialmente nulli. E non sto parlando della nostra psicoscopica critica, parlo di quella di grande visibilità, fino a quella che arriva direttamente dai canali europei e che viene enfatizzata o meno, in funzione di chi la commenta, pilotandola opportunamente, fino all'altare dei vari sporchi, luridi interessi. Mi sono reso conto che, gli aggettivi dispregiativi che di solito usiamo per caratterizzare la figura del politico e più in generale quella del gestore della cosa pubblica, non bastano, e, senza lasciare tracce, scivolano inascoltate, addosso a chi legge. Serve una scena, quasi teatrale che resti impressa. Ho frugato nei miei ricordi, e mi sono ricordato di una storia, che da piccolo mi aveva fatto piangere. Presa dal libro Cuore di Edmondo De Amicis: La madre di Franti.
Preambolo: Franti è uno scavezzacollo che ne combina di tutti i colori ed un giorno viene sospeso da scuola,(un tempo si usava, ora non più), peccato. Il padre non sa dell'espulsione del figlio, altrimenti lo ucciderebbe, (oggi ucciderebbe il maestro), peccato. La madre si reca a scuola disperata chiedendo la riammissione del figlio, onde scongiurare una tragedia, il Direttore capisce e riammette Franti. Dal libro "Cuore": “E si coperse il viso con le mani, singhiozzando. Franti teneva il viso basso, impassibile. Il Direttore lo guardò, stette un po' pensando, poi disse: --Franti, va' al tuo posto--. Allora la donna levò le mani dal viso tutta racconsolata, e cominciò a dir, grazie, grazie, senza lasciar parlare il Direttore, e s'avviò verso l'uscio, asciugandosi gli occhi e dicendo affollatamente: --Figliuol mio, mi raccomando. Abbiano pazienza tutti. Grazie signor Direttore che ha fatto un'opera di carità.
Buono, sai, figliuolo. Buon giorno ragazzi. Grazie, a rivederlo, signor maestro. E scusino tanto una povera mamma.-- E data ancora di sull'uscio un'occhiata supplichevole a suo figlio, se ne andò, raccogliendo lo scialle che strascicava, pallida, incurvata, con la testa tremante. E la sentimmo ancora tossire giù per le scale.
Il  Direttore guardò fisso Franti, in mezzo al silenzio della classe, e gli disse con accento da far tremare: --Franti, tu uccidi tua madre!-- Tutti si voltarono a guardar Franti. E QUELL'INFAME SORRISE.

Lettera firmata, inviata via e-mail



Caro lettore,
gli infami continuano a sorridere guardando con placida indifferenza il disastro italiano. Sorridono quando bloccano la rivalutazione delle pensioni a spese di gente che ha lavorato onestamente per quarant’anni. Ma sorridono anche quando, in base alla nota sentenza della Consulta, intravvedono la possibilità di ricorrere e far ricorrere la loro clientela a rivendicare il mal tolto. Intanto un giudice ha decretato il rimborso totale della rivalutazione complessiva della pensione a un cittadino che aveva fatto ricorso alla Magistratura.
Nell’immediato futuro, la questione rimborsi e rivalutazione diventerà oggetto di una Babele inestricabile se il Governo continua  a fare distinguo.
Altra magagna gigantesca è la situazione Rom, un tempo nomadi: adesso in Italia stanziali  perché, non solo continuano a delinquere a rubare e a truffare, ma approfittano del “buonismo” italico per accedere all’assegnazione di case popolare che, una volta ottenute, affittano  a caro prezzo. Ad ogni sopralluogo dell Polizia vengono trovati tesori in gioielli e oggetti preziosi frutto delle appropriazioni  per non parlare dei capi clan che risultano titolari di vistosi conti bancari, piovuti dal cielo dato che non risultano  produttivi di alcun reddito.
La recente strage stradale a Roma dimostra l’assoluta osservanza delle regole del Paese ospitante. Ma  gli Italiani continuano a delegare a questo Stato incapace l’obbligo di far osservare le sue leggi.


m.alberini@iol.it

lunedì 25 maggio 2015

V I S T O D A L E I - "Riforma Scuola: nulla di positivo"

Cara Mariella,
da tempo infinito il campo dell’Istruzione pecca di enormi lacune malgrado si siano tentate riforme senza alcun risultato: vedi quella di Berlinguer, di Gelmini ecc. Sui giovani grava una situazione di disinteresse apatico nei confronti della vera preparazione culturale…
Lettera firmata, inviata via e-mail

Caro amico,
parlare di vera preparazione culturale in questi tempi di spaventoso disinteresse verso tutto, di mancanza di profondità d’animo e di pensiero, è quasi assurdo. Abbiamo assistito negli ultimi decenni ad una caduta libera dell’Istituto scolastico. Non a caso ci troviamo agli ultimi posti della classifica internazionale della buona istruzione. Ma per istruzione si intende non solo formazione tecnica e classica bensì quel tipo di insegnamento che un tempo faceva vibrare l’anima dei ragazzi e li avvinceva. Quelle figure carismatiche di insegnanti riuscivano a coltivare cuore, anima e ideali facendosi amare dagli allievi stabilendo un rapporto indissolubile nel tempo. La mia insegnate di Lettere è ancora in vita ultranoventenne e, appena posso, vado a portarle i fiori. Indimenticabile quanto mi abbia trasmesso lei e un altro mentore meraviglioso, il grande Gianni Brera, incontrato sulla strada del Giornalismo. I Governi democratici hanno trasformato il corpo insegnanti in un serbatoio di voti politicizzati e sindacalizzati. Abbiamo assistito in alcune epoche alla marea di assemblee sindacali che assorbivano più tempo dell’insegnamento diretto. E tutto ciò non certo avantaggio della Scuola. La situazione si è radicalizzata e abbiamo infiniti dubbi che la nuova riforma, della quale  ben poco si conosce, riesca a scardinarla.        
Qui si tratta di far tornare i giovani verso il pensiero del sentire e dell’agire del quale non hanno la minima idea. E ciò coinvolge tutta la società civile a qualsiasi livello. Anche nei confronti della famiglia in seno alla quale ormai i genitori anziani e malati, dopo aver fatto sacrifici titanici per i figli, si trovano desolatamente soli a riflettere su risultati tristissimi. Responsabile è ancora la Scuola incapace di instillare principi di comportamento, riconoscenza, solidarietà, compassione verso chi soffre e   rispetto umano nei confronti della comunità. Da qui parte l’attuale disastro generazionale criticato da ciascun cittadino inconscio di non avere saputo educare i propri figli, proteggendoli troppo, ad affrontare la vita. E la Scuola ha peggiorato in tutti sensi un sistema perverso a boomerang che sta ritorcendosi contro tutto e tutti. Sono questi i peccati più mortali contro la  società del futuro.
m.alberini@iol.it


lunedì 18 maggio 2015

V I S T O D A L E I - "La tratta disumana"

Cara Mariella,
l’altra sera a Otto Mezzo di La 7, si è dissertato molto sull’invasione ormai barbarica in Italia e di proporzioni  inconcepibili. La conduttrice ha affermato che mai come adesso la disinformazione è al massimo livello. Nessuno riesce a capire quali siano le strategie del nostro Governo. Riceviamo di continuo notizie smentite il giorno dopo. Come pensa si possa andare avanti…?

Lettera firmata, ricevuta via e-mail

Egregio lettore,
abbiamo subito l’invasione di tutta la malavita dall’est arrivata per razziare il massimo bottino tramite rapine, delitti, stupri, prostituzione organizzata con enormi vantaggi economici trasferiti, in virtù di Schengen, a casa loro. Questa malavita non è del tutto stanziale mentre l’invasione  dai Paesi arabi del Mediterraneo e dall’Africa ha tutte le caratteristiche restare in eterno sul territorio italico. A prescindere dalle famose  quote riguardanti i rifugiati politici difficili da individuare che sono comunque una minoranza. Sappiamo tutti che tra salvataggi in mare e mantenimento degli sbarcati i costi rappresentano cifre da capo giro ben più cospicue del rimborso delle pensione penalizzate dalla legge Fornero. E il Governo sta negando tramite quote truffaldine  ai pensionati  con il triplo del minimo di legge.
Tempo fa si pontificava sulla società multietnica. Di questo passo  si sta snaturando l’identità  umana e culturale dell’Italia senza parlare dell’enorme sovrannumero di abitanti per chilometro quadrato. Ed è vero che non abbiamo abbastanza paura di questo fenomeno. E’ questo il titolo del nuovo libro di VittorioFeltri
Non riusciamo a capire il perché dell’illogicità dei prelievi di pseudo salvataggio in alto mare: adesso persino la Marina inglese interviene per accompagnarli nei nostri porti.  Certo Plytmouth è lontana, ma, si sa, i Britannici sono molto previdenti.
Tutto ciò appare spaventoso per la nostra nazione in difetto di ossigeno sotto tutti i punti di vista. Forse si dovrebbe chiedere a Papa Francesco di organizzare dai porti dell’Africa centro meridionale l’esodo di questi perseguitati verso Paesi dell’America del sud come l’Argentina dagli immensi territori spopolati. Un’idea mai presa in considerazione che dovrebbe essere valutata attentamente. E non si dica che aumenterebbe la tratta schiavista che è in piena evoluzione verso l’Europa.
Inoltre fra le miriadi di problemi economici, si scopre la media delle pensioni statali ben superiore del 72% alla media delle pensioni dei lavoratori dell’imprenditoria  privata: proprio quelli che hanno edificato con onesto sudore il famoso miracolo economico degli Anni Sessanta. Così caro lettore non si può andare avanti se non creando cooperative onlus per partecipare allo sfruttamento che i furboni hanno creato per lucrare su questa “moderna” tratta disumana.  

m.alberini@iol.it


lunedì 11 maggio 2015

V i s t o d a l e i - "Lettera aperta al Premier Renzi"

Egregio signor Premier,
ormai per gli italiani questo terzo governo non eletto dal popolo è fautore del colpo di grazia all’Italia . Ci spieghiamo: la cosiddetta “ripresina”, consistente in piccolissime attività incentivate dallo Stato (gelaterie, piccolo artigianato a prezzi stracciati dei cinesi ecc.) è di risibile consistenza nei confronti di attività industriali in Italia che,  in mano straniera ( Wirlpool, Auchan, immobiliaristi miliardari mussulmani di varia provenienza ecc.), annuncianoesuberi e riducono gli investimenti. Aggiungiamo le orde di migranti allo sbarco in tutti i porti delle coste italiane: ormai una calata nemica a scapito di tutti noi.
Inoltre la giusta sentenza della Corte Costituzionale relativa al rimborso delle pensioni sembra fatta apposta per mettere in difficoltà il suo Governo in affannosa ricerca di risorse da inventare: come noto la cosiddetta Spending Review non ha mai funzionato.  Cosa aspettate ad utilizzare l’immenso patrimonio immobiliare delle caserme, degli edifici fatiscenti tipo la famosa area del Tirassegno di Milano più quelli confiscati alla Mafia? E perché non chiudete il Paese agli sbarchi come fanno Francia, Spagna, Malta, Portogallo, Grecia ecc. Siamo solo noi gli allocchi tenuti a affrontare questo tzunami umanitario irrisolvibile?
Le sue continue visite di rappresentanza all’estero con raccolta di approvazione da lei conclamata per questa Italia fatiscente, ma non formalizzata dei suoi colleghi Statisti, ci lasciano tristemente perplessi.
Riteniamo suo merito, alla luce del sole ma per il momento solo quello, la rottamazione degli antichi gerarchi PD, ritiratisi in difetto di ossigeno nelle campagne.
Intanto i Britannici ci impartiscono un’ennesima lezione di stile e di pragmatismo riconoscendo al conservatore Cameron una giusta politica di rilancio dell’economia e di un grande equilibrio nella vicenda della scissione scozzese. Ma in Inghilterra i perdenti si dimettono e non accampano grossolane panzane cercando di trasformare la sconfitta in parziale vittoria.
D’altra parte se in duemila anni dalla data della civiltà occidentale non si è imparato nulla neppure da due guerre mondiali apocalittiche, che cosa mai potranno esprimere quelle troppe centinaia di peones - yes men nel Parlamento italico guidate da lei, signor Premier? La vediamo continuamente con il mento sempre più alzato in atteggiamento di superiorità nei nostri confronti: volgo impotente per la ormai irrimediabile, congenita viltà civica.

m.alberini@iol.it