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lunedì 18 agosto 2014

VISTO DA LEI - "Guerre e crisi economica a oltranza"


Cara Mariella,
è come il gioco delle tre carte, un banchetto, l'imbonitore, due persone conniventi, e i malcapitati boccaloni di turno. E poi l'asso di cuori che appare e scompare a piacimento dell'imbonitore. Per le coperture siamo al ridicolo, tagli, risparmi e tasse. Tagli, se ci sono, vengono fatti dove non si deve, risparmi "zero", restano le tasse.
Poi ci si lamenta se gli italiani non spendono più. E poi c'è l'imbonitore, il re del gioco delle tre carte, la battuta, la metafora, la storiella di Bertoldo e i boccaloni si accontentano così. Stiamo riformando il Senato, stiamo lavorando sulla nuova legge elettorale, riforme storiche, epocali, etc... etc. A questo Senato non sapremo nemmeno cosa far fare, cento persone strapagate che non troveranno di meglio da fare che giocare a battaglia navale.
L'immunità resta, i deputati saranno i soliti 630 con stipendi aumentati, restano i vitalizi, restano i privilegi, restano le Province, il finanziamento ai partiti tornerà, e comunque, per abolirlo, avremmo dovuto aspettare fino all'anno 3000.
La nuova legge elettorale non diminuirà il numero dei partiti, i più piccoli si coalizzeranno per superare gli sbarramenti che comunque nelle intenzioni continuano a diminuire, e il paese continuerà a essere ingovernabile.
L'imbonitore però è soddisfatto del lavoro fatto, e si sprecano vocaboli roboanti come epocale, memorabile, storico, eccezionale, decisivo....Beh,....contento lui…
Lettera firmata, inviata via e-mail

Caro lettore,
le note trionfalistiche del Presidente del Consiglio su cosa sta facendo per rimettere in piedi il Paese riecheggiano quanto per decenni è stato promesso ma mai realizzato. E tentiamo di consolarci sottolineando che la Grande Germania non sta molto bene e  non può darci lezioni. Ma quanto ci farebbe comodo essere al suo posto. I problemi interni  non avranno nel breve né soluzioni radicali né reali progetti innovativi.
Le quotidiane promesse di non ricorrere a nuove tasse sono smentite anche, oggi 17 agosto, sul Corsera dal ministro Poletti che vuole infierire di nuovo sulle cosiddette pensioni alte dimenticando che si tratta di denaro detratto dai compensi dei lavoratori. I quali dopo circa 40anni di massacrante fatica si ritrovano oggi a sovvenzionare uno Stato inadempiente. Invece di penalizzare le pensioni delle Kaste ultra privilegiate, le quali hanno “versato” contributi solo figurativi. In ogni caso se si deve ricorrere ancora a “pantalone pagante”, giovane signor Premier, prima si riducano in modo più credibile le spese dello Stato e della politica sempre assurde e più alte di tutto il resto del mondo occidentale, e non solo i pensionati già ingiustamente impoveriti.
Ulteriori gravi preoccupazioni provengono dallo scenario (drammatico) della politica internazionale.  
Il Medio Oriente, abbandonato dall'America a se stesso, dopo guerre devastanti, è il centro di un ciclone pericolosissimo. E la politica seguita dagli USA ha completamente destabilizzato un mondo che aveva trovato un suo equilibrio. Tutto cominciò quando gli americani convinsero Saddam Hussein a scendere in guerra contro l'Iran con la promessa di ricompensarlo, a conflitto concluso, con l'annessione del Kuwait, promessa non mantenuta. E da lì ebbe origine tutta la serie di guerre, all'insegna di una esportazione di democrazia, che ha fatto più vittime innocenti di quanto ne abbiano fatto le varie dittature che si sono succedute nel tempo in quei luoghi. L'Afghanistan, problema irrisolto e la sobillazione della Primavera araba hanno creato un mare di instabilità, alla quale dobbiamo guardare con molta preoccupazione perché ci coinvolge da vicino. Il flusso di profughi che si riversa sulle nostre coste è la prova tangibile di quanto ci tocca e ci continuerà a coinvolgere. La questione Ucraina è un altro capitolo di ingerenza degli USA, questa volta nel cuore dell'Europa, per una partita a tre con la Russia di Putin e la Germania.  
“Pace” è una parola incompresa dai “Terrestri”: “Guerra” è invece lo status quo più congeniale all'homo non sapiens.                                                                                m.alberini@iol.it