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giovedì 26 gennaio 2012

VISTO DA LEI - “Le Kaste non sottovalutino i pacchi bomba di protesta”


Cara Mariella,
la prima vendita all'incanto é andata deserta:

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Gentile Mariella,
leggo spesso i Suoi articoli su "Affari Italiani.it" e mi trovo sempre d'accordo con le Sue osservazioni. Vorrei, perciò, condividere con Lei alcune riflessioni che scaturiscono dalla situazione attuale. In una democrazia, ci hanno sempre insegnato, è sovrano il popolo, la nostra stessa Costituzione lo afferma e lo ribadisce. Ma Lei è del parere che sia ancora così? Oppure, in nome dell'emergenza, si può sospendere questa sovranità e delegarla ad altri, magari agli interessi finanziari? Le pongo queste domande poiché, come anche Lei sa, in questo momento, tanti sono i moti di protesta che mettono in ginocchio l'Italia, ma non risulta che vi sia particolare attenzione da parte del Governo, anzi una spasmodica volontà di andare avanti, costi quel che costi. Le pare ammissibile, ad esempio, che alla gravissima situazione siciliana, si possa rispondere procrastinando a mercoledì (forse...) un incontro tra il Presidente del Consiglio e il Governatore della Regione che, invece, dovrebbe essere una priorità immediata? Si tratta, peraltro, di una protesta più che giustificata, viste le condizione di vita che ormai non possono più essere sostenute da una popolazione ridotta allo stremo - e mi riferisco a tasse ed aumenti esorbitanti che ricadono sempre, non su tutti gli italiani, come dovrebbe essere, ma solo sui cosiddetti "soliti noti" e sui gradini più deboli della società, sia al Nord che al Sud -. Questo rimandare l'incontro da parte del Governo viene vissuto dall'opinione pubblica come l'ennesima prova del suo disinteresse nei confronti del popolo che legittimamente e pacificamente esprime il suo dissenso e la sua disperazione. Il Presidente Monti -così fortemente caldeggiato da Napolitano - che sfacciatamente proclama di non sentirsi per niente disperato, quando invece dovrebbe esserlo eccome, finisce per assumere agli occhi del cittadino comune il ruolo di odioso protettore della casta e degli interessi della finanza, contro la sovranità popolare. E' inutile che il Governo continui a ribadire che servono sacrifici, che il momento è grave... quando "equità" non è un vocabolo del "politichese" (e nemmeno del "tecnocratese", a quanto pare), quando si colpiscono i benzinai ma non le compagnie petrolifere, le classi lavoratrici e non gli speculatori dell'alta finanza, quando si permette a certi amministratori delegati di trasferire all'estero industrie storiche italiane, in nome del profitto, lasciando i lavoratori sul lastrico; quando, dimenticandosi della volontà espressa dal popolo in referendum appena conclusi - e costati milioni di euro dei contribuenti -, si torna a discutere di privatizzare l'acqua, (forse per favorire qualcuno?...); quando con finanziarie-capestro non si dà risposta al bisogno di lavoro e crescita, ma si continua a coprire i buchi creati da una classe  mina la nostra fiducia di cittadini, ci allontana dalla politica, la fa apparire un mero e sporco esercizio di potere e di interessi personali.  Dispiace  ciò sia sottovalutato da chi ha in mano il futuro dell'Italia, perché è un sentimento fortemente diffuso e pericoloso. Sottolineo "pericoloso". Allora, mi chiedo: se il popolo protesta davanti a tutto ciò e, tra chi ci dovrebbe rappresentare e tutelare, nessuno se ne preoccupa, la sovranità dov'è finita? E cosa si può fare per ristabilirla? Io temo che l'arma del voto non sia più sufficiente, con la "rosa" di politici che ci ritroviamo.... Le parole-chiave devono per forza essere "rivoluzione" o"terrorismo"?
                                                                      Lettere ricevute  via e-mail
Caro lettore,
pubblico la vignetta-cartello perché strappa sorrisi forse amari, ma sintetizza la situazione penisola.
Gentile amica,
la sua frase di chiusura è in parallelo con i miei pensieri.  L’’impudenza dei signori del potere non ha limiti e sopisce persino quella vigliaccheria tipica di chi si approfitta e sfrutta in modo illimitato il prossimo. Anch’io non sottovaluto i pacchi e le buste bomba, primo segnale dell’esasperazione popolare italiana. In questa specie di buio totale, nel quale gli Italiani non riescono a capire cosa sta davvero accadendo a loro e alla nazione, non è affatto straordinario che qualcuno incominci ad “accendere le micce”. Non intendiamo aizzare alcuno a farlo, ma quantomeno possiamo elargire comprensione a chi è esasperato fino a questo punto. La confusione è tale che qualcuno potrebbe pensare sia stata generata ad arte al fine di distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi: ad esempio quelli che si stanno manifestando attraverso la protesta dei Tir. Inoltre non sappiamo affatto se e quali disegni particolari ci siano dietro al marasma europeo e italico. L’uomo della strada è disperato. I mendicanti sono triplicati approfittando dell’angoscia generale che ci sovrasta “per qualche euro in più”. A proposito delle tanto conclamate liberalizzazioni, fulcro di scioperi selvaggi e di ulteriore confusione, nessuno ha capito (forse governo tecnocratico a parte) quali traguardi vogliano ottenere. Di certo non è cambiata l’assidua passerella dei ministri in televisione: malgrado l’invito di Monti a comparire meno possibile. Per ora, questo esecutivo ha conseguito solo astensioni dal lavoro e danni economici e sociali di enorme rilevanza. CONFUSIONE è LA PAROLA ESATTA per definire la nube che grava sul capo delle gente comune.  Quella gente comune che da tempo accusa l’eccesso di immigrati ( il più alto e incontrollato d’Europa) di portare via il lavoro agli Italiani. Qualcuno ipotizza in meno di un cinquantennio l’ascesa di un nigeriano agli onori del Colle. Battute che però non ci fanno sorridere data la situazione di emergenza in tutti i campi. Le liberalizzazioni a noi sembrano troppo facili e potrebbero celare ben altro. Illudono i giovani attraverso la formula della creazione di società a responsabilità limitata, speciali S.r.l. riservate ai non oltre trentacinquenni con capitale di un solo Euro. Quali banche finanzieranno tali società prive di qualsiasi copertura patrimoniale e di qualsiasi controllo? E via così…perché i decaloghi pubblicati su paginate di quotidiani non fanno altro che aumentare il grado di marasma generale, per il quale ormai i cittadini si chiedono come faranno a votare per partiti privi di qualunque credibilità. Neanche i PROFESSORI SONO RIUSCITI a portare  ordine in “aula”. L’aula Italia che oggi sta perdendo la tanto vituperata ignavia e, ormai fuori dalle grazie diddio, potrebbe  dar fuoco alle polveri.


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